
I benzinai italiani e le organizzazioni che rappresentano i gestori hanno confermato lo sciopero del 6-7 novembre, con i distributori chiusi su tutte le strade italiane, dalle 6 di mercoledì alle 6 di venerdì. La protesta è scaturita dal "silenzio assordante del Governo e all'indifferenza del Mise" contro misure quali la fatturazione elettronica, la modifica degli Isa ( l'Indice Sintetico di Affidabilità) che "risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), i Registratori di cassa Telematici per fatturati di 2 mila euro/anno", oltre che per l'introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano. Secondo i gestori si tratta di "tutti adempimenti inutili fatti per scaricare sull'ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali".
Sono pertanto previsti grossi disagi tra gli automobilisti e anche un sensibile aumento dell'attività da parte dei distributori ticinesi, che potrebbero essere presi letteralmente d'assalto non solo dai frontalieri ma anche dai residenti nelle zone di confine.
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