
Negli Stati Uniti circa il 30% delle persone che si assentano dal lavoro per malattia, non dicono la verità. In realtà stanno bene e sono pronti a inventare le scuse più assurde pur di stare lontano dall'ufficio. CareerBuilder.com, il più consultato sito web americano di annunci di lavoro, ha effettuato un sondaggio tra circa 2400 datori di lavoro per scoprire quali sono le giustificazioni più bizzarre presentate dai dipendenti per non andare a lavorare. Il 30% dichiara di cercare sempre di controllare se i suoi dipendenti assenti siano realmente malati, mentre il 16% afferma di aver licenziato in tronco i sottoposti che non avevano una buona scusa per giustificare l'assenza. Gli imprenditori, in realtà, non hanno tutti i torti. Come dimostra la classifica, a volte, è davvero difficile credere nella buona fede dei loro sottoposti. La prima scusa assurda segnalata dagli imprenditori è quella di un impiegato che ha giustificato la sua assenza affermando che «una gallina aveva aggredito sua madre». Un altro invece ha telefonato al principale dichiarando di «avere la mano intrappolata in una palla da bowling». C'è chi ha raggiunto il massimo del ridicolo dichiarando di non potersi presentare in azienda perché si era «sottoposto a un trapianto di capelli non riuscito». Più si osserva la lista, più le scuse appaiono assurde. Ad esempio c'è chi ha dichiarato «di essersi addormentato sulla scrivania mentre lavorava e di aver battuto la testa. Ciò gli ha provocato una ferita al collo». Un altro ha spiegato che non avrebbe potuto lavorare visto che «una mucca aveva fatto irruzione in casa distruggendola. Doveva attendere l'assicuratore per valutare i danni». Un impiegato ha giustificato l'assenza perché la fidanzata aveva gettato via dalla finestra del soggiorno il suo "Sit n Spin" (celebre giocattolo degli anni '70). Poi c’è il dipendente che ha dichiarato di essere caduto con il piede nel tritarifiuti. Un lavoratore ha chiamato il datore di lavoro da un bar alle 5 del pomeriggio del giorno prima e ha dichiarato che l'indomani sarebbe stato malato. Un'altra scusa bizzarra è quella del dipendente che ha giustificato l'assenza dichiarando quel giorno di non sentirsi «troppo intelligente». Ancora più singolare è la giustificazione trovata da un impiegato che ha dichiarato di non essere andato a lavoro perché «doveva tagliare l’erba del prato per evitare una causa legale dell'associazione dei proprietari di casa». Le due ultime scuse raggiungono di diritto la categoria dell'assurdo. La prima l'ha data un impiegato all'indomani del Giorno del Ringraziamento: «Mi sono assentato perché mi sono bruciato le labbra mangiando una torta di zucca» ha dichiarato tranquillamente il dipendente al datore di lavoro. La seconda è altrettanto inverosimile: «Sono stato sul lago Erie, al confine nordamericano. C'è stata una fuoruscita di gas. La guardia costiera mi ha trainato sulla sponda canadese». Alla fine molte di queste inverosimili giustificazioni hanno portato i dipendenti dritti verso il licenziamento. Il miglior consiglio per gestire lo stress da ufficio evitando di perdere il posto di lavoro lo dà Rosemary Haefner, vicepresidente di CareerBuilder: «Se sentite il bisogno di stare lontano dall'ufficio per qualche giorno il miglior modo per non stressarvi ulteriormente è dire la verità al vostro datore di lavoro».
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