
A volte ritornano, per parafrasare Stephen King. Michael Myers ritorna con particolare frequenza, dal momento che la pellicola del 2018 è l'undicesimo capitolo di una storia cominciata ormai 40 anni fa. Il rischio di un flop c'era, l'ora e quaranta che ti incolla alla poltrona lo spazza via.
La trama? Beh, puntuale come un orologio svizzero, l'assassino che avviò il suo percorso criminale con l'omicidio della sorella Judith nel film del 1978 scappa da pulmino blindato nel corso del trasferimento che dovrebbe sancire la sua sconfitta definitiva e lo fa in tempo per la notte di Halloween.
Myers lavora di coltello e colleziona omicidi da macelleria, con tanto di particolari odontoiatrici (la scena della toilette non è un toccasana per lo spettacolo del primo dopo cena). Questi delitti sono l'antipasto, l'obiettivo è Jamie Lee Curtis, qui con lunghi capelli grigi e barricata in un bunker con trappole e porte blindate.
Il fuoco sconfigge Myers, che si ritrova braccato dopo la discesa nella botola segreta. Se non è scappato all'ultimo momento e l'ha scampata: un Halloween capitolo 12 sarebbe impossibile?
CaSco
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