
Sabato 30 giugno, con inizio alle ore 18.00, presso il Bar San Marco di Ponte Tresa, l’artista polivalente Paola Grandi organizza il vernissage intitolato "La natura ovunque e comunque".
"Un evento", come ha spiegato l’artista ticinese a Ticinonews, che si svolgerà "in un nambiente conviviale del baretto caratterizzato dalle mura colorate. Per l’occasione, prosegue Paola Grandi, "esporrò i miei lavori di bricolage ‘tenerantistico’, termine coniato da me, il cui tema è quello della natura nei sui aspetti più vicini a noi come i fiori, le piante, le farfalle".
Il vernissage di sabato, si inserisce in un programma annuale molto ricco, nel quale l’artista ticinese fonde arte, cultura e coltura", come ci conferma l’artista polivalente, che poi spiega il senso della sua attività. "Per me, la natura è fonte di equilibrio e salute, grazie alla quale voglio riuscire a campare autonomamente. Il mio orto elementare è la mia repubblica autonoma, il mio piccolo regno, regolato da leggi naturali".
"L’arte, invece, è un mezzo fantastico che mi permette di creare il mio mondo interiore, che posso condividere con il mio spazio. Nella mia casa ho un laboratorio, dove ristrutturo i mobili al fine di inserirli in ambienti armoniosi , personalizzati e unici. Proprio come sulle riviste specializzate. Si tratta di uno spazio operativo completato da un atelier, dove impartisco dei corsi individuali di pittura per adulti e di lavoretti di bricolage per i bambini a gruppetti di 4".
Ci parli del suo ricco programma culturale annuale"In questa prima parte di 2018 ho organizzato il 27 di gennaio ‘Leggende popolari da ogni dove tanto per scaldare il nido della merla’ con la partecipazione gratuita di 22 ospiti, che hanno avuto la fortuna di ascoltare e ballare fino alle 2 di notte sulle note di vecchi brani di jazz classico degli anni ‘50/’60. Poi, il 22 aprile, è stata la volta di un concerto alla quale hanno preso parte i due artisti Enrico, con la sua chitarra muta e Kenzo (nome d’arte di Lorenzo) con il suo hang, particolarissimo strumento giapponese in metallo. All’evento ha preso parte anche Ines Alarion, che con la sua cucina cilena a base di unitas e impanadas, ha deliziato il palato dei presenti. Per il 2019, inoltre, ho già previsto diverse esposizioni di altri artisti”.
Lei ha inoltre scritto un libro dall’intrigante titolo ‘Ossa, caverne, lupi, amore… tutte cose spaventose’. Potrebbe parlarcene brevemente?"Le ossa costituiscono la nostra struttura, ciò che ci rende unici e rappresentano la casa della nostra natura. Sono le caverne dove ci ritiriamo. I lupi, invece, rappresentatno gli istinti primordiali che ci salvano la vita e dai quali, spesso, nel corso della nostra esistenza, veniamo allontanati, impedendoci di ascoltarli. Il mio libro è una raccolta di pensieri e poemi e haiku, termine giapponese, quest’ultimo, che rappresenta delle poesie con una metrica particolare nipponica".
RQ
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