
Doveva essere un Guinness, alla fine è diventano un reality. All’inizio nessuno o quasi lo aveva intuito. Poi nella sceneggiatura non scritta sono entrate le emozioni. Ai numeri (che pure andavano avanti fornendo la cornice all’impresa!) si sono sostitute le persone. Un passaggio sottile ma fondamentale che ha marcato l’ingresso verso il reality televisivo. Alla fine in scena c’era la loro storia. La verità intima di un sentimento esibito senza filtri.
Del reality nella sua forma classica non sono mancati neppure alcuni elementi ricorrenti come i confessionali. Questa volta però non erano i partecipanti a confessare i loro pensieri al pubblico ma il pubblico a confessare i loro pensieri ai protagonisti.
Un’inversione di prospettiva che non ribalta la sostanza ma che salda quel processo di comunione tra spettatori e protagonisti che sta alla base del reality. E qui veniamo al nodo centrale: la condivisione di un racconto che diventa rito collettivo. Il gioco diventa qualcosa di più che semplice gioco.
Altro caposaldo del reality, la sfida a eliminazione. Qui riproposta nella versione Guinness. Per i Blues Brothers era sfida contro il tempo: elemento ipnotico che ha imbrigliato il format, incollando gli spettatori allo schermo. L’inizio e la fine Al suo interno l’altalena delle emozioni, con momenti di pianto e di riso.
Maxi B e Michael Casanova hanno voluto postare un breve VIDEO per ringraziare tutti gli ascoltatori. Festa anche per TeleTicino che durante la diretta ha registrato picchi del 40% di ascolti.
Tutti i dettagli nel TG delle 18.45 e a partire dalle 20.30 nello speciale dedicato ai Blues Brothers. Dove? Su TeleTicino!
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