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Grande sorpresa: Donald Trump ce la può fare
Grande sorpresa: Donald Trump ce la può fare
Grande sorpresa: Donald Trump ce la può fare
Redazione
10 anni fa
La rimonta è cominciata prima della apertura di una nuova inchiesta da parte dell’Fbi sulle mail di Hillary Clinton

Sembrava impossibile il sorpasso di Donald Trump su Hillary Clinton, ma è quanto sta avvenendo. Il candidato repubblicano aveva già sensibilmente ridotto lo svantaggio rispetto alla candidata democratica prima che esplodesse il nuovo emailgate con la riapertura dell’inchiesta da parte dell’Fbi sui messaggi di posta elettronica cancellati dall’ex Segretario di Stato. Questa vicenda è devastante per la Clinton, poiché alimenta l’impressione che sia una bugiarda impenitente, come è già emerso dalle mail diffuse da Wikileaks, che hanno mostrato che quanto promette agli elettori è molto diverso di quanto assicura ai grandi gruppi di interesse. Ma vi è di più, la grande paura del clan Clinton è che emerga che ha usato la posizione di ministro degli esteri degli Stati Uniti per ottenere in cambio di favori finanziamenti da Stati stranieri e da organizzazione estere per la sua Fondazione. I bilanci di questa Fondazione sono molto opachi e non sono mai stati oggetto di grande attenzione da parte dei media. Tutto però induce a pensare che l’attività umanitaria sia stata un’ottima copertura di una corruzione milionaria a favore della famiglia Clinton. Insomma, l’ultima settimana della campagna elettorale si prefigura una battaglia senza esclusione di colpi. Infatti Hillary Clinton sta contrattaccando mettendo in discussione l’indipendenza del capo dell’Fbi e soprattutto sostenendo che la polizia americana non sta indagando (addirittura nascondendo) sui legami tra Trump e la Russia di Vladimir Putin, accusata di aver fornito a Wikileaks le mail rese pubbliche. Dunque, la Clinton sarebbe vittima di una manovra tenaglia perpetrata da Mosca e dal capo dell’Fbi.

I sondaggi di opinione cominciano a registrare il crescente seguito elettorale di Donald Trump, che, come è accaduto anche in Europa e anche in Ticino, sta riportando alle urne migliaia e migliaia di cittadini che non votavano più e inoltre sta sottraendo ai democratici la base popolare. Ed è quanto indicano gli exit poll sul voto anticipato. Vincerà dunque Donald Trump? E’ presto per dirlo per due motivi. Il primo è che nei prossimi giorni vi potrebbero essere altre clamorose rivelazioni che potrebbero incidere sul voto. Il secondo motivo, ed è il più serio, è che i risultati potrebbero essere truccati. Infatti, contrariamente a quanto si crede, negli Stati Uniti la prevenzione dei brogli è molto debole. Le procedure elettorali differiscono da Stato a Stato. Inoltre oggi in molti Stati si usa il voto elettronico senza che vi sia alcun voto cartaceo per verificare i risultati. Infine il sistema elettronico di voto in molti Stati è assicurato da una società di George Soros. Il miliardario americano ha finanziato la campagna elettorale della Clinton e si è speso a favore della candidata democratica. Ma soprattutto George Soros è un personaggio discutibile e discusso non solo per le sue attività finanziarie, ma soprattutto per il sostegno finanziario dato alle rivoluzioni colorate nell’Europa dell’Est con la collaborazione dell’amministrazione Obama. Quindi, Donald Trump non è un pazzo quando paventa che la presidenza gli sia scippata grazie a brogli elettorali.

La rimonta di Donald Trump sta spaventando l’establishment non solo americano. A poco sembra essere servito lo schieramento partigiano della stragrande maggioranza dei media americani, a poco le prese di distanza dei leader del partito repubblicano, a poco è servita la discesa in campo del presidente Obama e della moglie Michelle e così via. Il crescente seguito elettorale di Trump è la dimostrazione che gran parte dell’elettorato (come in Gran Bretagna in occasione della Brexit) comincia ad individuare questi trucchi usati dalle élite per manipolare le votazioni. Inoltre conferma che negli Stati Uniti (in proporzioni maggiori a quelle europee) stiamo assistendo ad una rivolta elettorale contro l’establishment politico, economico e finanziario e contro politiche economiche che hanno prodotto la diminuzione dei redditi reali di milioni e milioni di persone e l’esplosione delle diseguaglianze sociali. Il voto per Trump è la sentenza definitiva del fallimento delle politiche liberiste che hanno puntato sulla globalizzazione e che hanno sostenuto le grandi multinazionali e il settore finanziario.

Quindi la vittoria di Donald Trump segnerebbe una svolta politica di enorme portata. Sarà da vedere (se dovesse vincere) se manterrà le promesse elettorali. In primo luogo, la distensione con la Russia di Vladimir Putin che interromperebbe l’attuale terribile escalation della tensione che rischia di portarci allo scoppio di una guerra. In secondo luogo, la promessa, da una parte, di invertire il processo di globalizzazione con l’introduzione di dazi doganali e la rimessa in discussione del NAFTA, ossia il trattato commerciale con Messico e Canada e, dall’altra, di sostenere la reintroduzione del Glass-Steagall Act, ossia della regolamentazione del sistema finanziario varata negli anni della Grande Depressione ed abrogata dall’amministrazione di Bill Clinton nel 1999, decisione che ha dato il via a quei processi che hanno portato alla crisi finanziaria del 2008. Non a caso, più crescono le probabilità di successo di Trump, più scende Wall Street.

In conclusione, l’eventuale vittoria di Donald Trump segnerebbe una svolta politica degli Stati Uniti e conseguentemente anche dell’Europa paragonabile a quella di Ronald Reagan. Ma questa svolta sarebbe di segno esattamente opposto a quella avviatasi negli anni Ottanta. Lasciamoci ancora sorprendere da questo Trump che smentendo tutti i pronostici sembra sempre più vicino alla Casa Bianca.

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