
Serata all'insegna dei temi cari al professore, quella tenutasi ieri sera a Campione d'Italia, nel merito della rassegna "Un'estate da Campione".La donna, la madre e l'amore sono per Roberto Vecchioni da sempre le più grandi fonti di ispirazione, e le ha portate nel suo tour estivo "Chiamami ancora amore", che ieri sera ha registrato uno strepitoso successo di pubblico e che culminerà nella data finale prevista a Parma il 10 settembre.L'evento che ha riportato sulla cresta dell'onda il Maestro è stata probabilmente l'indiscussa vittoria all'ultimo Festival di Sanremo proprio con il brano che ha dato vita alla tournée.I temi della canzone sono in realtà più di quelli che appaiono ad un primo ascolto e si intrecciano tra loro, snodandosi da quel pensiero che ci viene rubato da una società mediocre che ci ha disabituati a scegliere, ad un uomo che sente ancora il desiderio di essere riconosciuto come compagno dall'amata.Il tutto è stato l'incipit di un nuovo disco contenente 3 inediti e poi diversi brani, scelti in un vasto arco di tempo, legati da una sottile trama di nostalgia e di intenso sentimento.Le voci femminili che accompagnano Vecchioni nel suo ultimo disco sono quelle di Dolcenera, Federica Fornabaio e l'insostituibile Ornella Vanoni.Il disco contiene anche due omaggi a due indimenticati cantautori: Fabrizio De Andrè e Luigi Tenco. Il concerto di ieri sera è iniziato però con una energica "Voglio una donna", per continuare con "Canzoni e cicogne". Vecchioni non ha lesinato parole, saggezza ed umorismo durante la serata."Cosa sarebbe l'uomo senza la donna", esordisce "Nulla! È sempre la donna che ci insegna l'amore; ma l'amore vero, non quello di una sveltina e via! Perché diciamocelo: gli uomini in tutto il mondo sono dei pigri e sono capaci di impegnarsi. Ma è solo amando davvero una donna che impariamo a capire gli altri... Come fa una persona che viva sempre da sola con se stessa a capire gli altri? È impossibile!". Detto questo, Vecchioni ha letto al suo pubblico una delle sue poesie preferite di Neruda: "Ode alla pace", scelta perché forse ben rappresenta la poesia della vita semplice in tutto il suo essere preziosa.Dopo la lettura, torna a parlare delle mamme e della loro pazienza con i figli, che vogliano essere preti, pompieri o suonare il violino su un tetto... È il suo modo per parlare delle mamme che non dormono aspettando che i figli rientrino, diventando l'incipit per presentare un brano popolare cantato con Teresa De Sio, della quale la voce registrata inebria la piazza: "Il violinista sul tetto". "Guardami negli occhi", "Sogna ragazzo", e un omaggio alla contorta "Milady", sono pure tra i brani scelti dal professore per la sua platea. Non è mancato negli argomenti del Maestro un accenno velato alla politica di oggi in Italia, fatta di "uomini senza ritegno e senza vergogna, mai sazi di donne e soldi", che non si preoccupano di come appaiono agli occhi del popolo; e qui si è legato ancora alla donna, questa volta nell'immagine di una delle sue figlie, alla quale lui disse da piccola:"Io non voglio che tu sia felice; io voglio che tu sia sempre contro, che tu sappia che la felicità a tutti i costi, se poi non puoi guardarti allo specchio, non serve a nulla...! La felicità è solo un'illusione!". E Vecchioni ha detto sua figlia ha sempre saputo essere una donna coerente e di grande dignità, questa parola tanto dimenticata oggi.In quali casi è lecito mettere da parte la dignità, si è chiesto... "Davanti alla vita, alla fame propria e di un figlio, allora poche balle! Non esiste più nessuna dignità!", ha dichiarato lapidario. Vecchioni è tornato poi ai temi a lui più cari della letteratura... Improvvisando un salottino con il suo pubblico, ci
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