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"Gli amori impossibili colpiscono ancora il nostro cuore"
"Gli amori impossibili colpiscono ancora il nostro cuore"
"Gli amori impossibili colpiscono ancora il nostro cuore"
Redazione
8 anni fa
Gianmario Cavallaro, direttore musicale del relativo Festival di Locarno, giustifica così la scelta della Traviata in apertura

Mancano poco più di tre settimane all’inizio della prima edizione del Festival Internazionale di Opera Lirica e di Balletto di Locarno, prima assoluta di questo genere per il Ticino, che nella prima delle sue tre serate organizzate da Opera & Ballet, proporrà niente popò di meno che la "Traviata" di Giuseppe Verdi.

Per cercare di focalizzare questa prima, grande serata locarnese, Ticinonews ha intervistato per voi il celebre Direttore d’Orchestra e Maestro di coro Gianmario Cavallaro.

Quali sono stati i vostri criteri di scelta per le tre opere (Traviata, Romeo e Giulietta e Madama Butterfly) e perché l’opera di Giuseppe Verdi in apertura?"È molto semplice. Tutte e tre parlano di combattute vicende d’amore e la Traviata è l’opera storicamente più rappresentata in tutto il mondo. Di conseguenza, la nostra scelta cronologica non poteva che cadere su di essa".

"Inoltre, questa opera risulta elegante e fluida, è un titolo nazional-popolare, perché, grazie al romanticismo verdiano che fece seguito al suo impegno patriottico rappresentato nel ‘Nabucco’, la vicenda amorosa, ambientata ai tempi del grande compositore parmense di Roncole Verdi, colpisce particolarmente l’interesse degli spettatori. Insomma, la Traviata, tratta dal romanzo edito nel 1848 da Alexandre Dumas 'La dama delle camelie', non poteva che essere lei ad aprire le danze".

Quali sono i motivi che rendono così tanto attrattiva la trama dell’opera verdiana ancora ai nostri giorni?"Il pubblico di oggi, così come quello del XIX secolo, ama le vicende legate agli amori impossibili, come, nella fattispecie, quello di Alfredo, figlio del ricchissimo Giorgio Germont, per Violetta, prostituta dall’animo nobile e sensibile. Un canovaccio, quello dell’opera verdiana in tre atti, che ricalca quello trattato da commedie e film moderni e pure da situazioni reali di tutti i giorni. E proprio questa attualità drammaturgica della Traviata, rende questa opera inimitabile e di stretta attualità".

A livello di produzione, il cast del Festival locarnese è sicuramente di primo piano."Certo, in collaborazione con Carlo Pesta, che è il direttore generale e artistico della rassegna, un vero e proprio Deus ex machina, il sottoscritto, ha cercato di raggruppare il miglior cast possibile. Basti pensare che, per quanto attiene la Traviata, il ruolo di Alfredo verrà sostenuto dal tenore Aldo Caputo, quello di Violetta da Mirella De Vita, soprano lirico in carriera, mentre Flora sarà interpretata dalla russa Viktoria Shafranova e Gastone da Claudio Grasso. Accanto a loro e agli altrettanto importanti comprimari, una nota di merito va sicuramente ascritta al Balletto di Milano, di cui sono il direttore musicale e al coro da camera Amadeus Kammerchor".

Cosa ci può dire della parte scenica e di quella legata ai costumi?"A questo proposito, voglio sottolineare che nel nostro caso, a differenza di alcune altre rappresentazioni attuali, lo scenario e i costumi ricalcano fedelmente quelli dei salotti francesi dell’Ottocento. Il tutto, per garantire una produzione massimamente fedele all’epoca nella quale si svolgono i fatti della Traviata".

E la parte musicale?"Anche in questo caso, visto che la musica riveste il ruolo principale dell’opera, la scelta è stata mirata, cadendo sulla Filarmonica Italiana di Brescia, per una risultato scenico e drammaturgico di altissimo livello. A questo punto, a tutti gli appassionati dell’opera lirica, non posso far altro che invitarli a Locarno, dal 18 al 20 maggio, per tre serate indimenticabili”.

Da parte sua, cosa consiglierebbe ad un giovane che vorrebbe avvicinarsi al variegato mondo della musica classica?"Forte delle mie positivissime esperienze condotte nelle scuole elementari di Trecate, ultimo comune piemontese al confine con la Lombardia dove risiedo con la mia famiglia, mi rivolgerei soprattutto ai genitori, consigliandogli di dare la possibilità ai loro figli di ascoltare tanta musica di buona qualità. A cominciare da quella classica, definita 'l’arte dell’arte', che riesce spesso a creazione emozioni dirette".

Comunque lei, oltre alla musica classica, ama tanti altri generi musicali."Certamente e in particolare i Beatles, i Pink Floyd, Queen, Sting e la Bossanova di Tom Jobim".

Per concludere, le chiedo se lei ritiene che esistano delle correlazioni dirette tra i vari generi musicali."Sicuramente e in questo senso, Luciano Pavarotti e Ray Sugar Fornaciari detto Zucchero, e in seguito anche Andrea Bocelli, rappresentano il più grande esempio di fusione tra Rock e lirica con la loro travolgente esecuzione del 'Miserere', inserito nell’omonimo album inciso nel 1992.

Roberto Quadri

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