
Hikikomori è il termine giapponese che si usa per indicare quei ragazzi che decidono di recludersi in casa anche per lunghi periodi, rifiutando qualsiasi interazione con il mondo esterno. In Svizzera il fenomeno è ancora sommerso, nel senso che se insegnanti, counsellor, psicologi, medici iniziano a venire a conoscenza di casi di isolamento volontario, non sembrano esistere studi e pubblicazioni in merito e le istituzioni non hanno quindi attivato una rete di sostegno adeguata.
Ancor più preoccupante è il fatto che i rari articoli e interviste presenti in rete e sui quotidiani parlino in modo errato di questo fenomeno sociale, considerandolo come una patologia e/o trattandolo come un caso di dipendenza dalle nuove tecnologie. La realtà è molto più complessa. Il fenomeno degli hikikomori riguarda i ragazzi e i genitori, ma anche le scuole (un primo segnale di isolamento è proprio l'abbandono scolastico). Molto si può fare.
A questo scopo è stato organizzato un convegno per informare e fare rete il prossimo 12 ottobre al Cinema Excelsior di Chiasso (vedi volantino). Lo scopo è informare correttamente sul tema, ma anche capire, interagendo con il pubblico, qual è la situazione in Ticino e mettere in contatto i vari gruppi di interesse (genitori, scuola, professionisti) per creare una rete di supporto.
Grazie all'esperienza nella vicina Italia del Dr. Marco Crepaldi, fondatore dell'Associazione Nazionali Hikikomori Italia, e dell'Associazione Hikikomori Italia Genitori ONLUS , si identificheranno possibili misure per agire in modo efficace nella prevenzione e nel trattamento dei casi di isolamento volontario.
Maggiori informazioni su www.studiodialogos.com/servizi-2/hikikomori
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