
Individuata l'unità di misura temporale atta a calcolare la vita nel Web.E così, tramite un calcolo che somma le varie operazioni svolte simultaneamente online, si scopre che un giorno dura 36 ore. Già, perché a quanto pare, se ascoltiamo delle musica direttamente in rete e nel frattempo ci navighiamo per un'ora, ecco che le "ore rete" sono due, anche se le ore di vita reale si riducono a una.E se oggi possiamo dire che la giornata online ha una durata di 36 ore, nel 2013 si allungherà, stando a sondaggi, del doppio.Come anticipato questa unità temporale è di nuova concezione e quindi di bassa notorietà; ma grazie alla stessa è possibile avere un'idea sulla mole di dati che ogni giorno transitano in rete.E nel caso non riusciate a farvene un'idea, ecco i dati raccolti da CiscoSystem: oggi il traffico IP globale equivale a 9 Exabyte (EB) mensili, dato che, tra circa cinque anni, dovrebbe raggiungere i 56 EB (quasi uno Zettabyte).Ma che cos'è un EB? Per comprendere appieno la mole di dati che transitano in rete è bene sapere che un EB equivale ad un miliardo di gigabyte.Un mondo, quello internet, che dunque non conosce crisi. Anzi, ne trae beneficio. Proprio grazie alla crisi la gente ha infatti cominciato ad essere sempre più presente in rete.Ed una buona parte del traffico web lo si deve principalmente all'Asia, paese che vedrà proliferare lo stesso due volte più velocemente dell'Occidente. Ma questo non sarebbe un caso, se pensiamo che proprio in quei paesi vi è una maggiore evoluzione in termini di digital divide (abbreviato in DD, il termine significa: divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (internet, personal computer) e chi no). In pratica si tratta di far raggiungere all'Occidente una velocità di download e upload (quest'ultimo importantissimo se pensiamo a quanto l'utente stesso contribuisca alla crescita del Web) pari a quella vigente in Asia; in questo modo sarebbe possibile garantire un maggiore approccio alla rete da parte di un'utenza europea e nord americana.Stando alla ricerca di CiscoSystem si scopre che, nonostante i problemi legati all'industria dell'intrattenimento, ad essere in aumento è soprattutto il file-sharing. Le stesse industrie coinvolte nel settore, in fondo, devono capire che il sistema di copyright ha maggiore senso nel mondo reale, che in quello virtuale. Insomma, in futuro si scaricheranno sempre più video.Sfruttare appieno la rete: oggi non si sfruttano ancora appieno le potenzialità di internet. Oggi, in termini di crisi, è bene comprenderne le effettive possibilità.Tendiamo a lamentarci dei costi della benzina e dei costi in termini ambientali dovuti al traffico stradale. Eppure buona parte di queste spese, potrebbero essere evitate se si utilizzassero al meglio le tecnologie messeci a disposizione da anni di evoluzione. La stessa rete è un modo per accorciare la distanza esistente tra casa e ufficio.E' il caso di Cisco che, grazie alla videocomunicazione, ha potuto risparmiare 786'000 tonnellate di CO2 in un anno (in questo caso sono però presenti anche i voli in aereo).La videocomunicazione oggi non è comunque l'unico sistema alternativo alla presenza sul luogo di lavoro. La tecnologia continua a sfornare sempre più dispositivi che sarebbe stupido utilizzare al solo scopo di status symbol.Comprendere seriamente le potenzialità offerteci dall'elettronica, è un'ulteriore metodo, nonostante i costi ambientali inerenti l'energia, per contribuire alla salvaguardia ambientale.
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