
L'idea dell'artista giapponese che si fa chiamare Rokudenashiko era semplice. Inviare per mail a diverse persone i dati per riprodurre attraverso una stampante 3D la sua vagina. Circa 30 mail in tutto, inviate a chi aveva deciso di finanziare la sua bizzarra idea. Un progetto che si riassume sotto il nome di "pussy boat". Un kayak, sostanzialmente, con la forma delle parti intime della stessa artista.
Così l'artista, il cui vero nome corrisponde a Megumi Igarashi, viene accusata di aver violato le leggi giapponesi sulle oscenità. Ma l'aritsta non ci sta, sostenendo che i dati per la stampa 3D sono stati inviati gratuitamente, e che non possono essere considerati osceni poiché utili alla realizzazione di oggetti in 3D. In effetti, grazie alla sua idea, l'artista ha racimolato una certa cifra per portare avanti il suo progetto.
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