
Nell’ambito del programma espositivo dedicato alla collezione permanente, il Museo Cantonale d’Arte ospita dal 19 giugno al 3 ottobre una mostra dell’artista ticinese Gianni Metalli (1930-2006).Il nucleo di opere di Gianni Metalli presente nella collezione del Museo, recentemente accresciutosi in maniera significativa grazie a una trentina tra dipinti e opere grafiche donate dalla vedova dell’artista, si presenta oggi come un insieme ampio e variegato, tale da poter offrire uno spaccato rappresentativo dell’intera produzione artistica di questa figura appartata e per certi aspetti controcorrente, ma che indubbiamente rappresenta una voce autentica e originale nel panorama artistico ticinese della seconda metà del Novecento.Distribuito cronologicamente sull’arco di quarant’anni, quest’insieme di opere, completato in mostra da alcuni dipinti provenienti da prestatori privati, consente di seguire le diverse fasi e gli snodi principali di un percorso artistico che dopo i primi timidi e ancora incerti esordi dei primi anni sessanta si dispiega, con invidiabile coerenza, attorno a una metodica e pacata riflessione pittorica collocabile nel solco di quella ormai vastissima tradizione che ha costituito uno dei filoni linguistici più fecondi e più intimamente connaturati all’idea stessa di modernità: l’astrattismo geometrico.La mostra, a cura di Elio Schenini, permette così di seguire l’evolversi di una ricerca che dalla metà degli anni Settanta, anche in seguito all’incontro con la figura di Alberto Sartoris, si è sviluppata come un dialogo ravvicinato con alcune delle grandi esperienze – da Mondrian a Malevic, da Glarner ai razionalisti comaschi – che hanno caratterizzato il percorso dell’astrattismo nel secolo scorso.In occasione della mostra viene pubblicato il quinto volume della collana 'Sguardi' sulla collezione che documenta le opere dell’artista presenti nelle collezioni cantonali.In concomitanza con la mostra di Gianni Metalli presentata al secondo piano, le altre sale del museo ospitano un nuovo allestimento della Collezione permanente. In questa occasione l’allestimento si focalizza su alcune delle opere più significative di una raccolta incentrata essenzialmente sull’arte moderna e contemporanea. Partendo dalle opere di alcuni esponenti dell’Impressionismo provenienti dalla donazione Lenggenhager-Tschannen (Degas, Pissarro, Renoir) e da figure di spicco dell’arte a cavallo tra Otto e Novecento, quali Medardo Rosso e Ferdinand Hodler, il percorso espositivo si delinea attorno ad alcuni nuclei che costituiscono altrettante tappe nel cammino che ha segnato l’avvento del moderno nella prima metà del Novecento. In questa sezione sono esposte opere di alcuni protagonisti delle Avanguardie storiche quali Jean Arp, Hans Richter, Oskar Schlemmer, César Domela, Fritz Glarner.Nella seconda parte della mostra, che si sofferma su alcuni esponenti del panorama artistico del secondo dopoguerra, sono esposte opere di artisti svizzeri contemporanei quali Franz Gertsch, Urs Lüthi, Not Vital, Balthasar Burkhard.
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