
Sculture, dipinti, disegni. Tutti appartenenti ad una medesima collezione, mai esposta in Europa nella sua completezza da quando ha lasciato lo studio parigino dell'artista grigionese Alberto Giacometti, una delle icone del Novecento. È quanto propone il MAGA di Gallarate dal 5 marzo al 5 giugno.La mostra è curata da Michael Peppiatt, autore di "In Giacometti's Studio", libro nel quale documenta la ricognizione da lui compiuta nell'archivio prima inesplorato di uno dei rami della famiglia, ricognizione che è alla base anche di questa preziosa rassegna.Gli eredi di Giacometti hanno accordato a Peppiatt il permesso di esaminare la loro collezione, pubblicare a lavori ultimati un nuovo libro, e procedere alla catalogazione delle opere. "È un materiale - afferma Peppiatt - che getta nuova luce sul modo di lavorare di Giacometti, 'afflitto' da una specie di compulsione al bozzetto."Ma la mostra al MAGA non si limita a documentare questo aspetto dell'attività di Giacometti. Il percorso propone complessivamente 95 opere: 49 sculture che comprendono anche due opere, "Grande Femme" del 1959-60 e "Figura" del 1956 provenienti dalla GNAM di Roma, ed una importante selezione di dipinti che comprende "Deux Têtes" (1960) e "Portrait du professeur Corbetta" (1961) provenienti da collezione privata.Un'ampia sezione documentaristica, anch'essa ricca di materiali sino ad oggi inediti, completa la mostra.ATS
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