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Furbetti delle targhe: sequestrate 4 auto immatricolate in Svizzera
Furbetti delle targhe: sequestrate 4 auto immatricolate in Svizzera
Furbetti delle targhe: sequestrate 4 auto immatricolate in Svizzera
Redazione
8 anni fa
Como ha attuato il decreto-Salvini per mettere fine alle immatricolazioni di comodo. Ma il primato è rumeno

Da diverse settimene Como, Milano e altre città italiane sono ormai sul piede di guerra per lottare contro i cosiddetti 'furbetti delle targhe', ovvero i cittadini residenti in Italia che circolano alla guida di automezzi con targa straniera.

Il decreto sicurezza del vicepremier Matteo Salvini parla chiaro: chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni non può circolare con un veicolo immatricolato altrove. Chiunque viene pizzicato a bordo di un’auto immatricolata in un altro Paese, appartenente o meno all’UE (dunque anche la Svizzera), ha 180 giorni di tempo per immatricolare l’auto in Italia o per portarla nel Paese in cui è immatricolata con un foglio di via provvisorio. Pena la confisca del mezzo. L’unico modo per circolare con una targa straniera è che si guidi un’auto di cui non si è proprietari ma che si utilizzi in leasing, a condizione che il conducente abbia un rapporto di lavoro o di collaborazione con l’impresa estera che ha concesso l’auto in locazione, e che l’impresa abbia una sede in Italia. Inoltre il conducente è tenuto ad avere a bordo un documento che attesti il contratto: in caso contrario dovrà pagare una multa che va da 250 a 1'000 euro.

In riva al Lario, spiega La Provincia di Como, sono già 64 le vetture sequestrate dalla Polstrada. Come già a Milano, la “tolleranza zero” nel capolouogo comasco è scattata già all’indomani della piena operatività del provvedimento, lo scorso mese di dicembre.

La media è di un’auto sequestrata al giorno e il primato spetta all’Est Europa: la metà delle vetture sequestrate è infatti stata immatricolata in Romania, mentre un’altra parte consistente ha avuto quale Paese d’immatricolazione la Bulgaria. Segue la Spagna, mentre i veicoli con targhe svizzere sequestrati sono stati quattro.

Il boom di targhe bulgare – La prassi di circolare con una vettura con targhe estere pur essendo domiciliati in Italia è stato un escamotage molto utilizzato perché, aveva spiegato il 'Corsera', permetteva di non pagare il bollo, di dimenticarsi della revisione, di abbattere il costo dell’assicurazione e di non preoccuparsi di accumulare multe di ogni tipo. Particolarmente gettonate sono le targhe bulgare, vista la difficoltà nel recapitarvi eventuali multe comminate in Italia.

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