
Che il fumo passivo fosse dannoso, già lo si sapeva. Ma da un recente studio emerge addirittura che sul cervello avrebbe gli stessi effetti del fumo attivo. Lo studio in questione è stato commissionato e finanziato dal National Institute on Drug Abuse (NIDA), organo appartenente al National Institute of Health. La stessa ha trovato pubblicazione su ‘Archives of GHeneral Psychiatry’. Stando alla ricerca, il fumo passivo sarebbe in grado di aumentare la vulnerabilità del cervello alla nicotina anche in quei soggetti che non fumano. Se una persona non fumatrice sta, ad esempio, in una stanza assieme ad un fumatore, e quest’ultimo sta fumando, ecco che i danni al cervello del non fumatore sono i medesimi di quelli del fumatore. Basterebbe un’ora in un luogo chiuso in presenza di un fumatore, perché la nicotina rilasciata nell’aria vada ad intaccare i recettori del cervello del non fumatore. Ciò, spiega Nora Volkow, direttrice del NIDA, favorirebbe danni al cervello tali da alterarne alcune funzioni. Arthur Brody, dell’Università della California a Los Angeles, spiega che questa ricerca conferma la scelta di vietare il fumo in luoghi pubblici chiusi. Soprattutto se negli stessi sono presenti dei bambini. MaxT
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