
«Come si è permesso di offendere Karin Keller-Sutter? È stato cattivo!». Così il giornalista americano Alan Friedman, ospite di Filippo Suessli a Solo, ha ricordato lo scontro sui dazi tra Donald Trump e l'allora presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. «Come si può odiare la Svizzera?», ha aggiunto, «Come si può dire cinque volte, come ha fatto, senza di me non esisterebbe«?». Friedman ha anche parlato delle critiche ricevute quando definì il presidente americano »squilibrato« due o tre anni fa. Oggi, ha detto, giudica quel termine fin troppo positivo.
Il caso UBS
Alan Friedman ha anche commentato il caso UBS. Secondo il giornalista, che a lungo è stato corrispondente per il Financial Times, alla fine tra la Confederazione e la prima banca del Paese, si arriverà a un compromesso. La banca, ha detto, faticherebbe nel confronto internazionale, per questo crede che alla fine la politica arriverà a un »compromesso svizzero«: «Secondo me scenderanno otto o dieci miliardi invece dei sedici miliardi di capitale aggiuntivo richiesto».
Crozza e il nuovo thriller
Nella trasmissione, però, c'è stato anche spazio per argomenti più leggeri. Come il primo romanzo di Alan Friedman, pubblicato in questi giorni, La mano di Orfeo. Un thriller di spionaggio: «Scriverlo è la cosa che ho voluto fare per tutta la mia vita», ha detto. E, infine, ha ricordato la famosa imitazione che Maurizio Crozza fa di lui da trent'anni: »La prima volta che l'ho vista ho riso, ero lusingato. Poi ho conosciuto Crozza, che è un tipo molto simpatico«.

