
Sono bastati 40 centesimi a Marie-Christine, cassiera presso un supermarket (nella foto) con sede in un paesino vicino a Versailles, in Francia, per perdere il proprio posto lavoro.Assunta nel 2001 nel supermercato 'Atac' di Auneau, reparto salumeria, Marie-Christine è stata “mandata a casa” in quanto colpevole di aver aggiunto l'irrisoria somma sulla propria "carta fedeltà".Ma la sua vicenda, che ha fatto scorrere molto inchiostro Oltralpe, ha avuto comunque un lieto fine.Grazie anche al quotidiano Liberation, che ha fatto una campagna a suo favore, Marie-Christine, che si è sempre detta innocente, ha vinto la causa contro Atac, condannato dal tribunale del lavoro di Versailles a versarle più di 16.000 euro di danni ed interessi.La società ha anche proposto di reintegrarla nel supermercato, ma lei ha rifiutato. Motivo? Orgoglio.Un caso simile anche in Germania: la storia di Marie-Christine ricorda quella di un'altra cassiera, arrivata sui giornali pochi giorni fa in Germania.Anche Barbara, 31 anni, dipendente in un supermercato Kaiser's di Berlino, era stata licenziata per 1,30 euro, valore pari a due buoni acquisto caduti ad un cliente che lei aveva raccolto.Nel suo caso, altrettanto mediatizzato, il tribunale berlinese aveva poi confermato il licenziamento, verdetto che era stato definito da molti "barbarico".Un modo “legale” per tagliare le spese per il personale: è andata meglio invece a Marie-Christine, che ha sempre smentito l'accusa di furto.Quando il direttore del supermercato le aveva annunciato il licenziamento, fine 2007, lei non riusciva a crederci."Mi hanno fatto sedere alla scrivania - ha raccontato la donna - e mi hanno detto: abbiamo fatto dei controlli alle casse e ci siamo resi conto che hai caricato impropriamente del denaro sulla tua carta fedeltà". Sessanta centesimi, diventati poi solo 40. Il tutto per poter ottenere degli sconti sugli acquisti successivi.Più volte Marie-Christine ha rivendicato la sua innocenza, affermando che forse era stato il suo ex marito a usare la tessera.A niente era servita neanche la lettera in suo sostegno firmata dai colleghi. Il licenziamento era stato confermato e Marie-Christine aveva lasciato il supermercato all'inizio del 2008.Ha rifiutato il suo vecchio posto e ora lavora in una mensa scolastica: ora che ha vinto la causa Marie-Christine è tornata a testa alta a fare la spesa nel suo ex supermercato.Ma ha invece rifiutato di tornarci a lavorare, come le era stato proposto. Da poche settimane ha un nuovo impiego alla mensa scolastica di Auneau.Tiscali notizie
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