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Fossili mettono in discussione teoria evolutiva
Redazione
17 anni fa
Fossili di gasteropodi giganti insinuano il dubbio nel mondo accademico-scientifico

Un team di ricercatori svizzeri, francesi, tedeschi ed americani ha scoperto dei fossili di gasteropodi lunghi sette centimetri, contro quelli non più lunghi di un centimetro riscontrati finora. Il fatto strano è che questi risalgono ad un periodo successivo alla più catastrofica estinzione di massa mai vista in tutti i tempi. Ci riferiamo, concretamente, al periodo Permiano-Triassico, il periodo subito precedente al fenomeno detto "effetto Lilliput"; termine utilizzato al fine di determinare il ridimensionamento delle forme di vita presenti sulla terra.Sarebbe questo periodo geologico ad aver visto la scomparsa di circa il 96% delle specie animali marine ed il 50% delle famiglie animali allora esistenti. Stando agli esperti, ad aver dato vita a questa strage sarebbe stato un episodio di vulcanismo intenso, verificatosi oltre 250 milioni di anni fa.Dopo questo periodo, tutto cambiò. Pian piano la vita riaffiorò sulla terra, ma il tutto avveniva in "piccolo". Basta dunque con le mastodontiche creature dette dinosauri, e spazio a creature di dimensioni ridotte. Ma allora, come si spiega il fenomeno dei gasteropodi di dimensioni maggiori rispetto quelli precedenti un milione di anni prima?Gasteropode, letteralmente "animale che striscia sulla pancia". Di primo acchito non sembra una creatura importante, eppure è di fondamentale interesse per il mondo accademico-scientifico per via del suo stretto legame con specifiche condizioni ambientali.Ora, a quanto pare, prende un'importanza maggiore, in quanto gli esemplari giganti ritrovati nello Utah rimettono in discussione la maggior parte delle teorie inerenti l'origine della vita sulla Terra e quelle inerenti l'evoluzione.

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