
"Penso che il Festival ci abbia preso sul serio e ci abbia capiti. È stato difficile mettersi d'accordo e trovare un compromesso. Il presidente Marco Solari ha fatto un gran lavoro e ha cercato di "incollare" e fare una bella "mayonnaise" con tutti i ticinesi. Sono molto felice di questo".
Le parole di Arminio Sciolli, dell'Associazione culturale "Il Rivellino", evidenziano come i toni si siano smorzati rispetto al passato. Nulla a che vedere con l’estate 2014, il momento più basso nei rapporti fra il Rivellino e il Locarno Festival, quando fu annunciato il cosiddetto "contro" festival, un evento "alternativo" per ospitare le pellicole rifiutate dalla manifestazione cinematografica.
Questa sera il bastione del castello visconteo tornerà infatti a presentarsi come una galleria d’arte a margine della kermesse locarnese con due artisti: Wang Yigang e Tim Parchikov. Un accostamento insolito, ma fedele specchio dell’eclettismo di Arminio Sciolli che, dopo un singolare aperitivo pre-vernissage, ha mostrato ai suoi ospiti la collezione di famiglia in bella mostra in ogni angolo della casa di Pura.
Nell’eterogeneo gruppo giunto in Malcantone, anche gli artisti che da questa sera saranno in esposizione a Locarno. Wang Yigang, pittore influenzato dall’astrattismo occidentale del secolo scorso, illustrerà le sue opere e creerà una grande tela in una live performance eseguita con mani e piedi. Il fotografo e videomaker franco-russo Tim Parchikov porteà invece il suo progetto "Suspense", pubblicato in un volume dall’agenzia contrasto, ma a Locarno presentato con un video.
Ci sarà quindi un lieve richiamo al cinema al Rivellino, ma niente "contro" festival, l’ascia di guerra è ormai stata sotterrata.
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