
Sono sempre meno le chiacchierate faccia a faccia. Oggi si tende sempre più a comunicare tramite i mezzi digitali. Insomma, non ci si ritrova più in una piazza fisica per un sano confronto; si privilegia invece la piazza virtuale. Ed ecco che i rapporti umani vengono lasciati a fredde macchine, compresi i rapporti genitori-figli.L'allarme è stato lanciato dalla società produttrice di videocamere Flip Mino HD, la quale ha condotto un sondaggio su 3'000 inglesi inerente i rapporti sociali.I numeri del sondaggio: a definire che amici e genitori conoscono più cose della loro vita attraverso il monitor del computer piuttosto che grazie al faccia a faccia è un terzo degli intervistati. A mantenere i contatti con i famigliari attraverso Facebook o MySpace è un intervistato su cinque. Un intervistato su dieci, invece, non ha alcun rapporto significativo dal vivo con parenti ed amici.E le conseguenze di tutto ciò sono immaginabili: perdita del dialogo in famiglia e, soprattutto, l'inibizione della capacità di relazionarsi con il prossimo se non "protetti" da uno schermo. Come se al giorno d'oggi il confronto diretto sia da temere. E dunque basta con la parola o la lettera scritta a mano; tastiera e luminescenti schermi a go go.Ed il rischio di inibire le proprie capacità relazionali non è certo da sottovalutare. Impensabile, e soprattutto triste, che il computer possa sostituire del tutto il faccia a faccia. Se dunque i ragazzini perdono confidenza con il dialogo, o addirittura non la acquisiscono affatto, che razza di connotazione daremo alla nostra società? Quante probabilità ha un giovane incapace di comunicare correttamente di trovare un lavoro? E ancora, quanta umanità si potrà trovare in un mondo in cui tutti si chiudono a riccio in sé stessi fregandosene di quel che li circonda e degli stessi rapporti sociali? Eppure tutti noi lo sappiamo, l'essere umano non è fatto per stare in solitudine. E non mi si venga a dire che l'utilizzo di Facebook, MySpace, Twitter, Skype, e quant'altro valgano quale fenomeno sociale. Perché non esiste e non può esistere un rapporto sociale affidabile rinchiudendosi in un mondo virtuale in cui nessuno vede negli occhi l'altro.Come è inutile fregarsene della ricerca "perché condotta in Gran Bretagna", pensando dunque che alle nostre latitudini ciò sia solo l'ombra di uno spauracchio lontano, che mai ci toccherà. No, questo tipo di pensiero lasciamolo a chi per primo si chiude in sé stesso e nella sua stoltezza. Nonostante il sondaggio sia inglese, la tendenza del fenomeno è globale.Al fine di frenare questa tendenza, sarebbe utile riscoprire il dialogo, quello vero. Ad esempio mangiando tutti assieme in famiglia, riuniti al tavolo (e non davanti alla TV); abituare gli stessi bambini al dialogo, evitando di lasciarli davanti al tubo catodico od ai videogiochi solo perchè "così non disturba". E soprattutto, sarebbe opportuno cercare di regolamentare la tempistica dell'utilizzo giornaliero dei social network.MaxT
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