
Genova rende omaggio a uno dei cantautori più celebri della storia della canzone italiana. A dieci anni dalla sua scomparsa, la città ricorda Fabrizio De Andre’ in una mostra che fino al 3 maggio a Palazzo Ducale si propone come un vero e proprio viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella vita di Faber. Megaschermi, installazioni video e speciali postazioni interattive permettono di approfondire e ricordare le tematiche che gli erano care, quali l’amore e le donne, la guerra, l’anarchia, la libertà, gli ultimi, e naturalmente Genova.Attraverso sale ricche di suggestioni visive e acustiche, tra fotografie, manoscritti, libri annotati, oggetti unici e grazie alla sofisticata tecnologia il visitatore interagisce con le immagini e i suoni e può comporre, all’interno della vita e dell`opera del poeta e cantautore, il proprio personale percorso emozionale.“Queste stanze raccontano la discografia, la sua vita, i concerti e la memoria – spiega Pepi Morgia, direttore artistico dei concerti e amico di Fabrizio De Andre’ – In ogni stanza ci sono delle installazioni, dove oltre ai video, agli schermi e alle lanterne magiche, ci sono dei reperti: ad esempio il suo set, la sedia, il microfono originale, la sua ‘postazione di lavoro’ durante i concerti, il piano dove ha iniziato le prime composizioni, le chitarre o altri strumenti dove lui ha iniziato a suonare. Oggetti legati alla sua vita privata e professionale”. Accanto alla mostra sono allestite alcune scenografie originali della sue tournèes: i tarocchi giganti falsi d’autore, le grandi vele e le reti da pesca. Visita il sito della mostra
Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore e poeta italiano. Nelle sue opere ha cantato prevalentemente storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società. Molti suoi testi sono considerati dei veri e propri componimenti poetici e, come tali, inseriti nella gran parte delle antologie scolastiche di letteratura. Faber, come spesso viene chiamato dal soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio, nei suoi quarant'anni di attività musicale produsse quindici album. Un numero relativamente modesto, probabilmente determinato dalla grande attenzione dell'autore alla qualità delle sue opere.
Tra le sue canzoni citiamo:Il testamento di Tito Via del Campo Amico fragile Fiume Sand Creek La guerra di Piero Il suonatore Jones Canzone dell'amore perduto Geordie Creuza de ma La città vecchia Giugno '73 Se ti tagliassero a pezzetti Preghiera in gennaio Le passanti Un chimico Hotel Supramonte Tre madri La canzone del padre Il pescatore© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

