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Essere lasciati? Il cervello lo interpreta come un dolore fisico
Redazione
13 anni fa
Quanto può far male essere lasciati? La scienza ha studiato il fenomeno, riscontrando che il dolore provato è come una bruciatura o una botta in testa

Essere lasciati, traditi, o rifiutati. Fa male. Molto male. A chi è successo, lo sa. A chi è troppo cinico, sembra non importare. Ma la verità la svela, come sempre, la scienza. Cinismo o meno, sia l'essere lasciati, che l'essere traditi o rifiutati comporta un dolore reale, e non un semplice - ma poetico - dolore dell'anima. No, il dolore provato è fin troppo fisico. Lo sostiene Ethan Kross, dell’Università del Michigan.

La ricerca condotta dal professor Kross ha infatti dimostrato che il rifiuto stimola una risposta cerebrale identica a quella ottenuta venendo scottati o prendendosi una botta in testa. Insomma, abbandono, tradimento e rifiuto produrrebbero la medesima risposta cerebrale di un vero e proprio danno fisico.

Il gruppo di volontari facenti parte la ricerca è stato sottoposto a risonanza magnetica. Il team di ricerca ha dapprima ricordato ai singoli membri il momento dell'abbandono, constatando di conseguenza quali aree cerebrali si sarebbero attivate. Poi, sempre attraverso la risonanza magnetica, hanno indotto nei soggetti uno stimolo termico doloroso, simile a una scottatura ottenuta col caffé bollente. Ebbene, le aree cerebrali che hanno reagito a tale dolore, sono le medesime del rifiuto. Si tratta, nello specifico, della corteccia secondaria somatosensoriale e l’insula dorsale posteriore. Aree da sempre ritenute esclusive di stimoli dolorsi fisici.

Forse qualcuno storcerà il naso, di fronte a questa ricerca. Come a dire che non è utile. O, dall'altra parte, a dire che era risaputo. Eppure la scienza non ha mai dimostrato nulla di simile. Oggi, in pratica, sappiamo con estrema certezza matematica che il mal d'amore è esattamente equivalente al dolore fisico.

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