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Esperimento su FB: aperta un'inchiesta
Redazione
12 anni fa
In seguito all'esperimento psicologico che aveva coinvolto 700mila utenti (ignari), arrivano le scuse di Facebook. Ma sulla legittimità dello stesso è aperta un'inchiesta

L'avevamo scritto qualche giorno fa: se dell'esperimento psicologico condotto su quasi 700mila utenti ignari di tutto era quasi certa la sua legalità, un po' meno lo era l'accettazione che di questo ne avrebbe avuto l'opinione pubblica. E infatti, arrivano le prime (fragorose) risposte.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la numero due di Facebook Sheryl Sandberg ha già provveduto a porgere le sue scuse per quello che ritiene un esperimento ben condotto, ma "mal comunicato". La vice di Mark Zuckenberg si dice infatti desolata per non aver comunicato in modo adeguato che l'attività faceva parte "di una ricerca per testare diversi prodotti", chiarendo che "non abbiamo mai avuto intenzione di crearvi preoccupazioni", quasi - forse - a sottolineare la potenziale capacità di influenzare umore e giornata di chi, l'esperimento, ha dovuto subirlo.

Le scuse, dunque, sono arrivate. Ma al momento non sembrano essere sufficienti. 

Anche grazie alla fragorosa risonanza che l'esperimento ha avuto a livello mediatico, il Garante per la Privacy britannico ha preso la questione molto sul serio e ha aperto un'inchiesta per verificare se Facebook abbia o meno violato la legge. Perché se i ricercatori assicurano che il loro operato è sempre stato coerente con quanto dichiarato dal singolo utente al momento dell'iscrizione, è altrettanto vero che l'opzione attraverso cui permettere di utilizzare i propri dati per compiere "operazioni interne" fra cui "ricerche" è stata inserita solo nel maggio 2012, dunque dopo l'inizio delle ricerche. 

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