
Quante volte abbiamo sentito di esperienze extracorporee riferite magari da persone uscite dal coma o salvate da un arresto cardiaco? Vi è ad esempio il famoso tunnel di luce, o semplicemente la luce. Ma ci sono anche altre disparate esperienze in questo senso. Ad esempio chi riferisce stati di sospensione per aria, dove magari si sono trovati faccia a faccia con il loro corpo terreno. Tutte cose molto belle, sicuramente intriganti. Ma quanto c’è di scientifico in tutto questo? Dei ricercatori dell’Università di Ginevra hanno voluto scoprirlo ricostruendo in laboratorio un’esperienza extracorporea. Lo studio è poi stato presentato alla conferenza dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) a Washington. L’esperimento: un gruppo di volontari è stato sottoposto ad una sorta di videogioco in cui ogni persona aveva un proprio avatar. In pratica si è cercato di portare una trasposizione della persona su supporto tecnologico. Ogni ‘giocatore’ era provvisto di occhiali 3D al fine di consentirli un vero e proprio ‘viaggio’ nella realtà virtuale, il tutto davanti ad una videocamera. In pratica i volontari hanno potuto vedere sé stessi di fronte a loro, come in un’esperienza extracorporea. A questo punto i partecipanti si sono trovati in uno stato confusionale. O meglio, come spiega il coordinatore Olaf Blanke, hanno cominciato a pensare che l’avatar fosse il loro vero corpo. Sempre Blanke spiega che i partecipanti si sono trovati in uno stato in cui i cinque sensi erano dissociati tra loro. Così il tatto è diventato indipendente dalla vista. I volontari hanno così cominciato a pensare che il loro vero corpo si trovasse a due metri da loro. Le conclusioni dei ricercatori: stando a quanto appurato, i fenomeni extracorporei sarebbero solo il frutto di una mente confusa. Una sorta di disfunzione cerebrale in cui tatto, vista ed equilibrio vengono confusi. Non solo, attraverso dei sensori collegati al cranio gli studiosi hanno notato che le aree cerebrali maggiormente interessate al fenomeno erano proprio quelle in cui vengono integrati tatto e vista, ovvero le aree tempero-parietale e frontale. Un danneggiamento o l’alterazione delle stesse, provoca dunque quelle che comunemente chiamiamo ‘esperienze extracorporee’. MaxT
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