
"Questa perizia è solo tecnica, non considera i risvolti umani!" tuona più o meno così il buon “Sully” nell'arringa finale dell'omonimo e azzeccato film appena consegnato al grande schermo dall'ex pistolero di Sergio Leone e Ispettore Callaghan, ovvero Clint Eastwood.
Il regista che masticava i cigarillos nei western di un tempo si focalizza stavolta sul comandante Chesley "Sully" Sullemberg, finito sotto inchiesta dopo aver salvato 155 passeggeri in un coraggioso ammaraggio sul fiume Hudson l'ormai lontano 15 gennaio del 2009. Eroe per la gente e per gli avvinazzati avventori dei pub in cui bonari baristi gli dedicano addirittura dei cocktail, ma antieroe avventato e incompetente per la commissione chiamata a giudicare le gesta di questo vecchio leone della cabina di pilotaggio, con 40 anni di voli sulle spalle!
Un altro eroe sfortunato, un po' come l'ex membro delle Navy SEAL Chris Kyle di “American Sniper” (2014): re dei cecchini USA a cui è fatale un picnic... sociale, quando ormai potrebbe davvero godersi moglie e famiglia. Attivo come accompagnatore di individui border line, Bradley Cooper-Chris Kyle è infatti ucciso da un balordo in una giornata come tante: lui che era scampato alle granate e ai mortai muore insomma così banalmente. Ma anche quella è una storia vera eppoi si dice che il male risieda proprio nella banalità.
Non è banale invece “Sully”, una pellicola che scivola via gradevolmente tra il presente e il recentissimo passato, coi flashback sul discusso ammaraggio. Non manca un tocco di “humour”, soprattutto grazie all'ottima spalla Aaron Eckart, che chiude il film con una battuta quanto mai calzante: è il copilota del disastro sfiorato ma più che altro un valido amico per il comandante Tom Hanks. Quest'ultimo – invecchiato, baffuto come Eckart, umbratile e cogitabondo – recita quasi esclusivamente con una mimica del volto da Oscar e qualche stringato dialogo con l'apprensiva moglie.
Al tirar delle somme, il vecchio Clint ha fatto centro pure stavolta. Oltre a una ricostruzione realistica e senza ricorrere alla “grandeur” scenica delle... americanate da action movie, il sarto Eastwood cuce insomma un vestito sobrio attorno al consumato e perfetto, nella circostanza, Hanks.
CaSco
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