
Voleva fare il colpaccio, inserendo il nome di Filippo Lombardi nella lista PPD per il Municipio di Lugano, ma la sezione del partito gli si è messa di traverso. Sarebbe questo il retroscena che ha portato il presidente della sezione luganese popolare democratica Angelo Petralli a dare le dimissioni. Secondo le indiscrezioni raccolte da Radio3i, la decisione è dettata dal fatto che la sezione, e la commissione cerca, non abbiano sostenuto la sua strategia. Il diretto interessato per il momento preferisce non esprimersi, ma ha assicurato lo farà domani, dopo aver discusso con i diretti interessati.
Da parte sua, l’ex consigliere agli Stati PPD, l’ultimo giorno dell’anno aveva messo a tacere i rumors sollevati da Ticinotoday in questo post su Facebook.
Infatti Lombardi, al fine di un'eventuale candidatura, avrebbe dovuto anche trasferire il domicilio da Massagno a Lugano. In ogni caso la lettera di dimissioni del presidente luganese – ha confermato Petralli a Radio3i – pronta dal primo gennaio è stata inviata ieri. E non a caso. L’assenza di Lombardi dalla lista per l’Esecutivo di Lugano, stabilita dalla Commissione cerca, è stata infatti ratificata ieri sera dal suo stesso ufficio presidenziale, che ha avallato i nomi dei candidati prescelti: Sara Beretta Piccoli, Lorenzo Beretta Piccoli, Benedetta Bianchetti, Michel Tricarico. E ancora: Lorenzo Pianezzi e Laura Tarchini.
Siamo solo ai primi giorni di gennaio, quindi, e contrariamente alle temperature gelide tipiche della stagione, la campagna elettorale, si fa sempre più calda. Il terremoto che ha investito il PPD segue infatti di pochi giorni il sisma che ha travolto il PLR con l’annuncio del vicesindaco Michele Bertini di abbandonare la nave in vista della chiamata alle urne del 5 aprile. I giochi, a questo punto, sono piû che mai aperti. E a raccogliere i frutti del generale scompiglio, almeno sulla carta, potrebbe essere la Lega.
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