
La scienza, finora, è sempre stata concorde: l'uomo moderno, secondo studi genetici, è originario dell'Africa. Dove sia vissuto il primo antenato dell'uomo è un tema da sempre molto dibattuto nella paleoantropologia. Finora si riteneva che i primi ominidi si fossero sviluppati in Africa. E in questo, secondo una teoria del paleoantropologo francese Yves Coppens del 1994, i cambiamenti climatici dell'Africa orientale avrebbero svolto un ruolo cruciale.
Un team di ricercatori del Centre for Human Evolution and Paleo-Environment (HEP) di Tübingen e dell'Accademia bulgara delle Scienze, coordinati dalla paleontologa Madelaine Böhme, ha però stravolto questa tesi. Stando ai risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Plos One, le analisi di una mascella inferiore ritrovata in Grecia e un premolare superiore trovato in Bulgaria rivela che uomo e scimmia si sarebbero ‘divisi’ 7,2 milioni di anni fa. Le origini dell'uomo andrebbero quindi lungo le coste orientali del Mediterraneo, nell’area balcanica.
"Questa datazione ci permette di spostare la divisione umano-scimpanzé nell'area mediterranea", ha sottolineato David Begun, paleoantropologo di Toronto, tra gli autori dello studio.
La scoperta tuttavia non trova consenso unanime nel mondo scientifico: secondo il paleontologo Lorenzo Rook, dell'Università di Firenze, sarebbe potenzialmente rivoluzionaria ma ancora povera di prove.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

