
A mantenere 'giovane' la superficie di Venere potrebbero essere stati antichi impatti con asteroidi. Secondo lo studio pubblicato su Nature Astronomy e condotto da Simone Marchi, dell'Istituto di Ricerca Southwest negli Stati Uniti, l'esteso vulcanismo del pianeta gemello della Terra che ne rinnova continuamente lo strato superficiale sarebbe stato innescato da antiche piogge di meteoriti. "Uno dei misteri del sistema solare interno è che, nonostante le loro dimensioni e densità apparente simili, la Terra e Venere hanno caratteristiche sorprendentemente distinte", ha detto Marchi. In particolare, sul fronte geofisico, Venere è caratterizzato da ben 80mila vulcani, circa 60 volte più del nostro pianeta, ma la sua crosta non mostra una vera e propria struttura tettonica. Le continue eruzioni rinnovano continuamente la superficie, che appare dunque sempre giovane.
E la Terra?
A 'ringiovanire' la Terra è invece il continuo ma lento movimento delle placche che vengono continuamente rigenerate dalle fuoriuscite di nuovo materiale dalle dorsali oceaniche. Una differenza sostanziale che finora era difficilmente spiegata dai modelli geofisici ma potrebbe trovare una facile spiegazione grazie alla nuova ipotesi. Realizzando alcune simulazioni i ricercatori ipotizzano che durante la sua prima fase, miliardi di anni fa, Venere potrebbe essere stata colpita da un maggior numero di asteroidi, caratterizzati inoltre da una velocità più elevata dovuta alla maggiore vicinanza al Sole, che avrebbero fatto aumentare la temperatura degli strati più interni, corrispondenti al mantello terrestre. "I nostri ultimi modelli - ha detto Jun Korenaga, uno dei coautori dell'Università di Yale - mostrano che il vulcanismo di lunga durata guidato da collisioni precoci ed energetiche su Venere offre una spiegazione convincente per la sua giovane età in superficie.

