
Due terzi dei souvenir venduti ai turisti in Australia come di autentica origine aborigena o degli isolani dello Stretto di Torres (a nord del continente) sono falsi, secondo un rapporto dell'ente di controllo Productivity Commission. L'organismo esorta il governo federale a introdurre norme che proteggano i diritti d'autore degli artisti indigeni. Nel rapporto si legge come alle comunità indigene in alcune delle aree più svantaggiate e più remote vengano negati introiti da un mercato artigianale e artistico del valore di almeno 250 milioni di dollari australiani (162 milioni di euro) e in rapida crescita. Il rapporto denuncia come molti simboli e storie culturali vengano indebitamente appropriati, causando danni economici e offese culturali. E tra le immagini in siti web che mostrano disegni, stili o motivi indigeni, più dell'80% non sono autentiche e più di metà provengono dall'estero.
"Servono delle leggi che tutelino le comunità"
Il documento sostiene la necessità di misure per affrontare i problemi. "Prodotti che imitano uno stile indigeno ingannano i consumatori, privano gli artisti dei proventi dovuti e mancano di rispetto alle culture tradizionali", sostiene il rapporto. "Le comunità hanno vie legali limitate per impedire che le loro culture siano sfruttate senza permesso e fuori contesto". E chiede che il governo introduca norme sui diritti culturali, per proteggere formalmente gli interessi dei popoli aborigeni e degli isolani dello Stretto di Torres. Inoltre i prodotti non autentici dovrebbero portare informazioni sulla creazione non indigena.

