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Due volte su tre il souvenir aborigeno è un falso
Immagine Shutterstock
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Redazione
4 anni fa
Buona parte degli oggetti di presunta origine aborigena venduti in Australia non sono in realtà originali, ma prodotti all'estero.

Due terzi dei souvenir venduti ai turisti in Australia come di autentica origine aborigena o degli isolani dello Stretto di Torres (a nord del continente) sono falsi, secondo un rapporto dell'ente di controllo Productivity Commission. L'organismo esorta il governo federale a introdurre norme che proteggano i diritti d'autore degli artisti indigeni. Nel rapporto si legge come alle comunità indigene in alcune delle aree più svantaggiate e più remote vengano negati introiti da un mercato artigianale e artistico del valore di almeno 250 milioni di dollari australiani (162 milioni di euro) e in rapida crescita. Il rapporto denuncia come molti simboli e storie culturali vengano indebitamente appropriati, causando danni economici e offese culturali. E tra le immagini in siti web che mostrano disegni, stili o motivi indigeni, più dell'80% non sono autentiche e più di metà provengono dall'estero.

"Servono delle leggi che tutelino le comunità"

Il documento sostiene la necessità di misure per affrontare i problemi. "Prodotti che imitano uno stile indigeno ingannano i consumatori, privano gli artisti dei proventi dovuti e mancano di rispetto alle culture tradizionali", sostiene il rapporto. "Le comunità hanno vie legali limitate per impedire che le loro culture siano sfruttate senza permesso e fuori contesto". E chiede che il governo introduca norme sui diritti culturali, per proteggere formalmente gli interessi dei popoli aborigeni e degli isolani dello Stretto di Torres. Inoltre i prodotti non autentici dovrebbero portare informazioni sulla creazione non indigena.