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"Dopo Sanremo ho scoperto di essere straniero nel mio paese"
"Dopo Sanremo ho scoperto di essere straniero nel mio paese"
"Dopo Sanremo ho scoperto di essere straniero nel mio paese"
Redazione
7 anni fa
Mahmood, il discusso vincitore del Festival di Sanremo 2019: "Capisco che Ultimo ci sia rimasto male, ma..."

55 milioni di visualizzazioni, oltre 12 milioni di streaming, il suo brano ‘Soldi’ è da mesi in testa alle classifiche italiane e sta riscuotendo anche un enorme successo internazionale. Stiamo parlando di Mahmood, il vincitore del Festival di Sanremo del 2019 che la scorsa domenica è stato ospite della RSI per uno showcase.

A margine di questo evento abbiamo avuto l’occasione di intervistarlo presso gli studi di Besso.

Dopo la vittoria di Sanremo stai avendo un successo enorme. Ti stai rendendo conto di cosa ti sta succedendo?Sì me ne rendo conto benissimo anche se non pensavo sarebbe stato così impegnativo, ma sono felicissimo perché è sempre stato quello che volevo. La mole di lavoro è triplicata e devo gestire bene le energie, ma sto imparando molto.

Nel 2018 hai vinto Sanremo giovani che poi ti ha permesso di partecipare a Sanremo. Cosa hai provato a partecipare al festival più famoso della musica italiana?L’aspettativa era tanta. Per me partecipare tra i big era già di per sé un’enorme vittoria. Mai mi sarei aspettato di vincere, è stata una botta!

Secondo te cosa ti ha fatto vincere? Avevi una marcia in più?Forse è stato il rischio di presentarmi con un pezzo poco 'sanremese', un po’ più alternativo rispetto al contesto classico del Festival. Una scommessa decisamente riuscita.

La tua vittoria ha fatto molto discutere, anche tra gli artisti. Sappiamo che c’è stata qualche scaramuccia con il secondo classificato Ultimo. Come l’hai vissuta?Durante la settimana di Sanremo lo stress è molto, ed essendo entrambi ragazzi giovani è molto difficile gestire la situazione. Ultimo era uno dei favoriti, capisco che ci sia rimasto male per non avere vinto, non sono nessuno per giudicare. Ovviamente può capitare la parola sbagliata al momento sbagliato. Non ce l’ho con lui.

Sei un talento emergente ma hai già oltre 55 milioni di visualizzazioni, ti senti un po’ di pressione addosso?Beh certamente un po’ di pressione la sento. Nei primi tempi dopo Sanremo lo stress mi ha causato qualche difficoltà nella scrittura, ma ora va molto meglio. Alla fine devo solo continuare a fare ciò che faccio da tempo.

Quali sono gli autori che ti hanno influenzato di più?Da piccolo ascoltavo molto cantautorato italiano, ma anche parecchia musica araba. Poi a partire dall’adolescenza mi sono approcciato alla musica internazionale, come ad esempio i Fugees, Lauryn Hill, Stevie Wonder, e molti altri legati alla musica afro black e R&B, ma anche Lucio Dalla, Lucio Battisti, Francesco De Gregori e alcuni cantanti rap e trap.

Come vivi la tua doppia appartenenza italiana e araba in un paese dove il tema dell'integrazione è al centro del dibattito politico?Io sono cresciuto in una generazione in cui non mi sono mai sentito diverso, improvvisamente a 26 anni dopo avere vinto Sanremo ho scoperto di essere straniero nel mio paese. Ovviamente non mi ha fatto molto piacere, per fortuna le nuove generazioni hanno la mentalità aperta.

Anche perché sei nato e cresciuto in Italia. La tua città è Milano. Quanto ti sta a cuore?Moltissimo, in tutto il mio album parlo di Milano. È la culla della mia musica, è dove ho tutte le mie amicizie e i legami più forti. Milano è un po’ il palco della mia vita.

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?Mi piacerebbe lavorare con moltissimi artisti, ma in particolare con Carmen Consoli. Secondo me è una delle cantautrici più brave e particolari d’Italia.

A maggio rappresenterai l’Italia all’Eurovision Song Contest. Senti la responsabilità di essere lì per il tuo paese?Sicuramente un po’ di responsabilità la sento, vorrei fare fare bella figura al mio paese, però sono anche fiducioso, perché parteciperò con una canzone che è piaciuta molto. Mi piacerebbe classificarmi tra i primi 5… bisogna puntare in alto.

PS

(Foto: RSI/L. Daulte)

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