
Come sappiamo, le donne hanno un'aspettativa di vita maggiore, di circa sei-otto anni, rispetto agli uomini. Eppure questo dato non conferma affatto che le stesse ricevano, durante l'arco della loro esistenza, cure adeguate.A confermare quanto sopra, il fatto che la principale causa di morte e malattia per le donne tra i 15 ed i 44 anni è rappresentata dall'Aids. Questo quanto afferma uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità incentrato sulla salute delle donne. Lo studio, che prende il nome "Women and health: today's evidence tomorrow's agenda", è il primo condotto sullo stato delle donne a livello globale.Il principale fattore di rischio, per quelle donne che vivono in Paesi in via di sviluppo, è rappresentato dai rapporti sessuali non protetti. Nel dettaglio, la prima causa di morte per ragazze tra i 15 ed i 19 anni, sempre in un contesto di Paesi in via di sviluppo, è da attribuirsi a complicazioni della gravidanza e/o del parto; a livello mondiale, invece, la principale causa di morte per donne in età riproduttiva, è il virus dell'Hiv.C'è anche da dire che le donne risultano, causa una combinazione di fattori biologici e di disuguaglianze di genere, maggiormente vulnerabili all'Aids. E l'Hiv, come tutti sappiamo, si trasmette tramite rapporti sessuali non protetti. Sarebbe dunque giusto considerare i rapporti non protetti come il principale fattore di rischio per le donne di tutto il mondo.Come detto, oltre all'infezione da Hiv, tra le cause di morte vi sono complicazioni legate alla gravidanza ed al parto. Ebbene, in un contesto puramente legato alla noncuranza sulla sicurezza del rapporto sessuale stesso, possiamo trovare, oltre alle malattie veneree, gravidanze indesiderate e complicazioni legate alla maternità ed al parto, le quali possono sfociare in aborti pericolosi.Un'ulteriore pericolo è rappresentato dall'uomo stesso. Ci riferiamo alla violenza che certi mostri (e ad affrontare questa tematica, provo disgusto nell'essere maschio) riservano alle donne, con conseguenze sia fisiche che mentali.A complicare le cose, si aggiunge il fatto che i servizi sanitari di vari Paesi si concentrano molto su donne sposate, lasciando un po' in disparte i bisogni di nubili e adolescenti.Naturalmente non poteva mancare lo status sociale. Dunque contribuiscono a fungere da ostacolo anche l'educazione che, quasi sempre, porta come conseguenza un determinato lavoro con un determinato stipendio. Ciò si ripercuote negativamente in quei Paesi la cui copertura sanitaria dipende dal lavoro (ad es. gli USA).La direttrice dell'Oms Margaret Chan sostiene dunque che se è vero che la donna vive in media più dell'uomo, è anche vero che la loro vita non è necessariamente più sana o felice.
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