
Si legge e si sente ormai ovunque: tecnologia e social network, se usati senza freno, fanno male alla salute.
A lanciare l'allarme ufficiale era stato uno studio pubblicato dalla Public Library of Science, condotto da Ethan Kross (University of Michigan) e Philippe Verduyn (Università di Leuven, Belgio) che mostrava l'insoddisfazione esistenziale di chi faceva massiccio uso di Facebook. Subito ne era giunto un altro, di studio: quello dell'Università del Missouri, che dimostrava invece come Twitter fosse causa di litigi, infedeltà e frequente separazione nella vita di coppia.
Ora dal mondo cibernetico arriva una risposta che sa tanto di "verso": per sfuggire alla dipendenza da tecnologia, post, tweet, selfie e quant'altro... è sufficiente un'App. Ne stanno nascendo a decine: per fare solo qualche esempio: “iDont”, un'applicazione studiata per disintossicarsi dall'abuso di smartphone, oppure “Cloak” e “Split”, che riescono a localizzare la presenza di amici (in carne e ossa!) nei paraggi, lasciando all'utente la decisione di socializzare o meno con il “contatto”.
Insomma, oggi la rete sembra aver raggiunto una totale indipendenza: vive delle stesse cose di cui si ammala. Sembrerebbe solo dire: occhio utenti a non fare altrettanto...
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