Vari i motivi che possono portare all'abbandono della dieta che si decide di seguire. Proviamo ad analizzare i principali
Cosa non si fa pur di dimagrire? In realtà, molti non fanno molto. Anzi. Si passa per la via più facile: la privazione. Così si finisce con il costringersi a seguire le più disparate diete. Ma quante volte si finisce col rinunciare? Quanto spesso non si porta a termine il buon proposito? E quante volte si tenta di ricominciare? Magari cambiando dieta sperando di arrivare prima o poi a quella giusta? Il tutto, naturalmente, senza minimamente interpellare uno specialista. Senza disquisire se sia o meno corretto il seguire una dieta senza interpellare un nutrizionista, vediamo di analizzare i sei motivi principali che portano a farci abbandonare il nuovo, e ferreo, regime alimentare.
Le privazioni risultano scoraggianti. Si decide di non mangiare più un dato alimento. O più alimenti. E per un po' di tempo riusciamo a privarcene del tutto. Ma ecco che, a un certo punto, la privazione diventa insostenibile. E si cade nella tentazione, mangiando ciò che non si doveva. Ecco che, presi dal senso di colpa, finiamo con l'abbandonare la dieta. La soluzione è capire che non è la rinuncia a fare per forza la differenza. Anzi, spesso la rinuncia estrema porta a stati depressivi. E se si cade nel peccato di gola, prendiamolo come un piccolo premio per andare avanti con la dieta. Se la privazione è troppo e si incappa spesso nella tentazione, allora forse è meglio bruciare più calorie attraverso il movimento. Una buona attività sportiva farà al caso vostro.Si va spesso fuori a cena con gli amici, e il momento si trasforma in eccesso a tavola. Anche in questo caso, la soluzione c'è. Basta trovare un complice nel gruppo. Qualcuno che possa fermarvi quando state eccedendo.Non è il momento giusto. Seguire una dieta è un cambiamento radicale delle prprie abitudini di vita. Non sempre è il giusto momento di optare per una dieta. Possono esserci anche i problemi personali a influenzare sull'alimentazione. In quei casi è meglio evitare privazioni che possono addirittura peggiorare l'umore. Meglio attendere tempi migliori, quando il sentirsi meglio prevale su tutto il resto.La fretta è cattiva consigliera. Spesso si rinuncia perché non si vedono risultati immediati. O peggio ancora, si aumentano le privazioni. Finendo solo col rallentare il metabolismo. Per evitare di non mettere a repentaglio la propria vita, e di non mettere in stato d'allarme il proprio organismo, bisogna ridurre gradualmente il numero di calorie. Cercando di non perdere più di 1Kg a settimana.La dieta influisce sull'umore. Così molti la abbandonano perché si sentono di cattivo umore, o tristi, o addirittura depressi. In questi casi, si sta seguendo un regime alimentare troppo estremo. Il consiglio è di evitare di scendere sotto le 1200 calorie. E favorire l'assunzione di cibi che influenzano positivamente l'umore. Come: latte, banane, carne e pesce. Ricchi di triptofano. Ma anche formaggi, uova, soia, frumento, arachidi e mandorle. Ricchi di tirosina. Inoltre fanno bene al sistema nervoso tutti i vegetali a foglia verde e il lievito di birra.Infine bisogna tenere conto che si può anche mangiare per compensazione. Non sempre si sa distinguere il semplice sfizio dalla fame nervosa. L'unica soluzione in questo caso è fermarsi un momento. Cercare di ricordare quando si ha mangiato l'ultima volta. Se non sono passate almeno 4 o 5 ore, allora non è fame vera e propria. Ed è meglio evitare di ingerire cibo. In quel caso, meglio un hobby o qualcosa d'altro che porti gratificazione. Magari evitando cose malsane come il fumo o l'alcol.© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata