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Dieta mediterranea migliora il sesso per la donna
Redazione
17 anni fa
Grazie alla dieta mediterranea sarebbe possibile migliorare la vita sessuale femminile

Grazie alla dieta mediterranea sarebbe possibile migliorare la vita sessuale femminile.Lo afferma uno studio del Centro di ricerche cliniche della divisione di malattie del metabolismo della Seconda Università di Napoli. Stando a questo studio, la donna otterrebbe dalla dieta mediterranea una vita sessuale più lunga e soddisfacente.La Dr.ssa Katia Esposito, endocrinologa del dipartimento di Geriatria e malattie del metabolismo della Seconda Università di Napoli, spiega che il regime alimentare mediterraneo è il più equilibrato e ricco di nutrienti, per questo sarebbe in grado di garantire una maggiore longevità con una qualità di vita migliore.Stando alla Dr.ssa, la sessualità è un universo complesso in cui si intricano meccanismi vascolari, neurologici, ormonali e psicologici. In particolare la disfunzione sessuale femminile (abbreviata Dsf) è caratterizzata da un complesso di disturbi inerenti la sfera sessuale muliebre. Cosa vuol dire questo? Significa che questi disturbi causano un disagio personale che si ripercuote con effetti negativi sulla qualità della vita. In quanto alla comprensione dei meccanismi patogenetici in questo campo si conosce ancora poco; questo è dovuto al fatto che, attualmente, vi sono ancora pochi modelli sperimentali a disposizione. Si aggiunga poi il fatto che la risposta sessuale femminile è molto più complessa di quella maschile.Ad ogni modo la dieta mediterranea resta la migliore in quanto a qualità alimentare; seguendola si da all'organismo un corretto apporto nutritivo e ciò determina un miglior benessere psicofisico. Di conseguenza migliora anche la sfera sessuale.Fin dall'antichità viene studiato il legame esistente tra cibo e sesso, finora maggiormente rivolto verso la ricerca di sostanze afrodisiache. Ma, attualmente, non esiste una prova scientifica atta a confermare che determinati cibi possano, direttamente o indirettamente, influenzare il desiderio sessuale. Ciò che però si sa, grazie agli andrologi della Società Italiana di Andrologia, è che si possono ottenere effetti positivi sulla sessualità grazie alle suggestioni date dalle situazioni, dagli odori, dalle forme e anche dai luoghi comuni.Il Dr. Nicola Mondaini, Dirigente Medico I Livello all'Ospedale S. Maria Annunziata, Università di Firenze, tiene a precisare che per afrodisiaco ci si riferisce a qualcosa che consente di accendere il desiderio, di accrescere le energie fisiche, di esaltare i sensi e di aumentare l'intensità agli stimoli in modo maggiore che con la semplice stabilizzazione del fenomeno erettile. Insomma, un modo per rendere maggiormente stabile e duraturo il rapporto.E questa ricerca non si è mai fermata: ancora oggi, sia uomini che donne, si continua a cercare cibi afrodisiaci. Ciò determinerebbe il successo sempre maggiore della cucina definita "cucina di Venere", i cui piatti sono a base di crostacei, ostriche, aragoste, aglio, peperoncino, legumi, cipolle, melanzane, castagne, tartufo, miele, uova; insomma, tutti cibi dall'alto contenuto calorico che però sono utili al fine di reintegrare le energie consumate durante l'atto sessuale.Ma se non esistono, almeno scientificamente, cibi realmente afrodisiaci, come si spiega il legame cibo-sesso? Il responsabile sarebbe un ormone, chiamato Vip (Vasoactive intestinal polypeptide). Questo ormone provoca la vasodilatazione dei tessuti cavernosi genitali (maschili e femminili) in modo che questi si riempiano di sangue. Vi sono poi altri ormoni che giocano un ruolo importante in ambito sessuale come l'androstendiolo, che si trova nel tartufo; la feniletilamina, di cui sono ricchi i formaggi ed il cioccolato e che viene prodotto dal nostro cervello nel momento in cui ci innamoriamo. La senape possiede la proprietà di attivare le ghiandole sessuali; lo zafferano, invece, stimola le zone erogene mentre il sedano aiuta a fluidificare il sangue.Non dimentichiamo poi il vino rosso che, se preso i

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