Cerca e trova immobili
Salute
Diabete, ecco come è possibile diagnosticarlo in anticipo
Immagine Shutterstock
Immagine Shutterstock
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Ginevra, in collaborazione con numerosi scienziati, ha scoperto una molecola che consente di riconoscere il diabete in via di sviluppo prima della comparsa dei primi sintomi.

Nello specifico, gli scienziati hanno scoperto come una debole presenza nel sangue di uno zucchero, l’1,5-anhydroglucitolo, sia un indicatore della perdita di cellule beta funzionali. Attraverso semplici esami del sangue, seguiti da un test specifico, è dunque possibile identificare questa molecola e quindi riconoscere lo sviluppo del diabete nelle persone a rischio prima che la situazione diventi irreversibile. Fino ad adesso non era stato possibile calcolare la diminuzione delle cellule beta senza utilizzare degli strumenti non invasivi. 

Quando il diabete inizia a svilupparsi nell'individuo prima che i sintomi siano ancora visibili una parte delle cellule beta del pancreas (in verde) scompare (a destra) rispetto ad un individuo sano (a sinistra). Immagine UNIGE, Laboratoire du Prof. Pierre Maechler. 
Quando il diabete inizia a svilupparsi nell'individuo prima che i sintomi siano ancora visibili una parte delle cellule beta del pancreas (in verde) scompare (a destra) rispetto ad un individuo sano (a sinistra). Immagine UNIGE, Laboratoire du Prof. Pierre Maechler. 

Un potenziale strumento di diagnosi precoce

Il diabete è un grave disturbo metabolico costantemente in aumento. Attualmente circa 500'000 svizzeri ne soffrono. Uno stile di vita sedentario e un’alimentazione troppo ricca e squilibrata danneggiano le cellule beta del pancreas, favorendo così lo sviluppo della malattia. Se individuato in tempo allo stadio di pre-diabete tramite strumenti di diagnosi precoce e abbinato a uno stile di vita adeguato, è possibile però impedire la progressione della malattia. La recente scoperta costituisce dunque un potenziale strumento di diagnosi precoce e apre nuove strade per la prevenzione del diabete. Tuttavia, al momento della diagnosi un terzo dei pazienti presenta già complicazioni cardiovascolari, renali o neuronali: ciò significa che nonostante la diagnosi precoce l’aspettativa di vita di queste persone è alterata.

Cosa resta da fare

In futuro i ricercatori prevedono però ancora di “testare la pertinenza dello zucchero in diversi tipi di pazienti e in tempi diversi" come indica Pierre Maechler, professore presso il Dipartimento di fisiologia cellulare e metabolismo e al Centro di Diabetologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ginevra.

I tag di questo articolo