
Martino Mombelli, durante la mia visita ai loro giardini di Sagno, mi ha mostrato ogni singola pianta, me ne ha parlato con dedizione, e con entusiasmo mi ha spiegato come le coltiva e cura. Quanta passione, quanto lavoro e quanta soddisfazione deve provare Martino nel vedere le sue amate erbe crescere così rigogliose? Tanta, non c’è dubbio. Ma ancor di più, quanta soddisfazione devono provare tutti e quattro i ragazzi dell’Amaro Generoso nel vedere queste erbe trasformarsi in un prodotto perfettamente equilibrato e naturale? Infinita, e si percepisce.
Ma non è tutto così facile, immediato. La raccolta viene fatta dalle 2 alle 4 volte all’anno, a dipendenza della pianta (per esempio la melissa viene raccolta più spesso, mentre l’artemisia solo due volte nell’arco di 365 giorni). Ci sono piante come il ginepro che sono appena state messe a dimora lo scorso anno, e dunque non sono ancora disponibili: il progetto agricolo legato ai giardini è infatti recente, ed in fase di potenziamento e perfezionamento, nel frattempo una parte di erbe e bacche viene acquistata da uno storico fornitore di erbe e spezie del Malcantone.
Le erbe dello storico giardino-orto di Sagno vengono raccolte a mano allo stadio di crescita ideale, al mattino e dopo un periodo prolungato di sole. Per l'essicazione le piante raccolte vengono trasportate velocemente all’Orto Il Gelso di Melano dove avviene un’apposita lavorazione: le erbe vengono disposte in specifici cassoni in legno e, grazie ad un sistema di aria calda che viene soffiata a circa 40 gradi, riescono a seccare senza rovinarsi in nessun modo. In circa 3 o 4 giorni tutte le erbe sono pronte per essere riportate a Sagno dove vengono stoccate.
A questo punto, proprio a Sagno avviene la magia: Martino, attento e geloso custode delle ricette segrete, prepara la giusta miscela di erbe sia per il Gin Bisbino sia per l’Amaro Generoso. Per quest'ultimo, Martino deve pesare e miscelare ben 14 diverse erbe che verranno poi messe in infusione, assieme all’etanolo biologico di origine agricola, in fermentatori in acciaio. Inserite in un apposito filtro (tipo bustina da tè, per intenderci, ma molto più grande), le erbe macerano per un lungo periodo di tempo, dopodiché l’amaro viene filtrato e miscelato con acqua e una parte di zucchero biologico. L’imbottigliamento avviene a Chiasso, in una storica ditta, Sicas Sa, che principalmente produce succhi di frutta e che, come tutti gli altri partners della Bisbino sagl, sono dei produttori locali molto professionali.
Detto così sembra facile, vero? Vi assicuro che non lo è, ho capito che ci vuole tantissima dedizione, cura per ogni dettaglio, precisione assoluta ed un occhio speciale per le tempistiche che, si sa, sono fondamentali. Ora, sapendo quanto lavoro si cela dietro al vostro Amaro Generoso, so che lo berrete ancora con più gusto e con un briciolo di orgoglio in più per questo speciale prodotto della nostra terra.
Michelle Uffer
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

