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Cure efficaci contro i mini-tumori
Redazione
17 anni fa
Svelati i dubbi medici inerenti i mini-tumori

Se il tumore al seno è piccolo, guarisce con maggior facilità. Ma è ovvio, direte voi. In realtà nemmeno così tanto. E' effettivamente vero che un tumore al seno di piccole dimensioni può essere rimosso totalmente grazie ad un intervento chirurgico. Ma in questo caso subentra un secondo fattore molto interessante: se il tumore in questione è inferiore al centimetro, il rischio di ripresa e di malattia si riduce considerevolmente, divenendo quasi nullo.Mentre nei casi esposti a recidiva, è possibile utilizzare i cosiddetti farmaci "intelligenti", gli stessi che finora erano riservati solo ed esclusivamente a malattie scoperte in stato avanzato.Oncologi e chirurgi consideravano già da tempo l'ipotesi che una diagnosi precoce od un intervento di chirurgia conservativa (vale a dire l'esportare tramite bisturi il meno possibile) potessero risultare molto più efficaci. Eppure la conferma giunge solo ora, grazie ad uno studio condotto dai ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano. Lo studio è stato pubblicato su "Journal of Clinical Oncology.Il vicedirettore della divisione di Oncologia medica dell'Ieo, Giuseppe Curigliano, ci dice che finora era sconosciuto il comportamento di un tumore scoperto e rimosso in fase iniziale. Nello specifico non avevano idea di quali conseguenze potesse avere lo stesso, dopo l'intervento chirurgico. Quindi non si avevano nemmeno certezze inerenti il trattamento della paziente operata.Ma per capire meglio, dobbiamo addentrarci nei meandri dello studio, il quale ha reso possibile l'ottenimento di informazioni inerenti il comportamento e la biologia del tumore. I ricercatori si sono incentrati particolarmente sul ruolo del recettore Her2. Questo ha la proprietà di apparire, a livelli diversi, sulla superficie delle cellule tumorali; in pratica gioca un ruolo fondamentale in termini di cura. Oggi esiste inoltre un medicinale che utilizza questo recettore quale bersaglio, stiamo parlando del "Trastuzumab".Protagonista dello studio è un gruppo di 2'130 donne operate al seno per un tumore inferiore al centimetro ed aventi i linfonodi non intaccati dalla malattia. Questo gruppo è stato seguito dai ricercatori per quattro anni e mezzo.Da tali osservazioni Curigliano spiega che non sussiste, in termini di sopravvivenza, una differenza tra chi ha o meno l'Her2 espresso. Sussiste però un rischio maggiormente elevato di recidiva locale in quelle donne Her2 positive (si parla di circa il 7-10% delle pazienti con un piccolo tumore; la percentuale sale fino al 50% in donne con tumori più grandi), ma la stessa recidiva è comunque curabile.Il Trastuzumab finora era utilizzato in tumori Her2 positivi superiori al centimetro al fine di ridurre il rischio di recidiva; ma nessuno sapeva come confrontarsi con i tumori di dimensioni minuscole.A tale proposito Curigliano sostiene che, in base a ricerche simili a questa, gli esperti dell'MD Anderson Cancer Center, USA, già sostenevano di utilizzare il Trastuzumab su donne aventi un tumore al seno di almeno mezzo centimetro Her2 positivi. Ma, a differenza degli americani, gli esperti italiani sono propensi a valutare caso per caso. Sempre secondo Curigliano è inoltre necessario condurre altri studi al fine di approfondire l'argomento.La cosa sicura è che la diagnosi precoce, e questo studio ne è un'ulteriore conferma, è realmente utile.

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