“Il patriarcato sabota le relazioni”
La saggista Mona Chollet in un’intervista ad un portale d’Oltralpe parla del rapporto di coppia che attualmente funziona solo quando “le donne tengono la bocca chiusa”
di Keystone-ATS/MMINO
“Il patriarcato sabota le relazioni”
Immagine Shutterstock

L’amore eterosessuale è in crisi, perché il modello attuale prevede una dominazione dell’uomo sulla donna: ne è convinta la saggista Mona Chollet, che per reinventare il rapporto di coppia chiede all’uomo di cambiare. “Il modello attuale può funzionare solo quando le donne, globalmente, tengono la bocca chiusa: quindi, se non vogliono farlo, siamo in un vicolo cieco”, afferma la 48enne in un’intervista pubblicata dal quotidiano ginevrino Le Courrier. “Ho vissuto per molto tempo in una coppia stabile. Ero piena di buona volontà. Tuttavia ho avuto l’impressione che il semplice fatto di essere cresciuta diversamente, socializzata in modo diverso in quanto donna in relazione all’amore, creasse situazioni frustranti”.

“Visione mistica dell’amore”

“Siamo davvero condizionate ad aspettarci assolutamente tutto dall’amore: ne abbiamo una visione un po’ mistica, come se fosse il grande evento della vita, che ci dà la nostra identità”, prosegue Chollet. “Al contrario, la socializzazione degli uomini è diversa: sono generalmente più disposti a diffidare dell’amore, a vederlo come qualcosa che limiterà le loro libertà e a non dargli lo stesso valore. Naturalmente, non tutte le donne e gli uomini incarnano e subiscono questo condizionamento nella sua totalità”. L’autrice del recente saggio “Réinventer l’amour. Comment le patriarcat sabote les relations hétérosexuelles” (Reinventare l’amore: come il patriarcato sabota le relazioni eterosessuali) sostiene che il tema è diventato pressante ben prima del movimento #MeToo. “Le donne hanno parlato di violenza, ma non solo: anche di lavori domestici, di consenso... Questa effervescenza ha reso quasi inevitabile parlare di amore etero: esso si sottrae alle relazioni di dominazione? Non abbiamo molto voglia di porre questa domanda. Speriamo che l’amore sia un luogo di rifugio, protetto dalla violenza del mondo esterno. Ma appena affrontiamo il tema ci rendiamo conto che non è così”.

“Incapacità di mettersi nei panni delle donne”

Eppure - rilancia l’intervistatrice - la reazione di molti uomini è stata quella di dire che, sulla scia di #MeToo, è sempre più difficile flirtare e sedurre... “Penso che questo rifletta l’incapacità di mettersi nei panni delle donne: vista la gravità di quello che esse hanno raccontato negli ultimi anni è abbastanza sintomatico che gli uomini reagiscono con un ‘non possiamo più flirtare’. È come se fossero sordi a ciò che viene detto. #MeToo ha rivelato quanto la violenza contro le donne fosse comune, accettata e normalizzata. È triste che il primo riflesso di un uomo non sia quello di dire: cosa possiamo fare per cambiare?” “Oggi ci rendiamo conto di quanto i nostri modelli d’amore etero siano costruiti sull’inferiorità delle donne”, prosegue l’esperta di questioni femminili che lavora anche come giornalista presso il mensile francese Le Monde diplomatique. “Nelle relazioni esse devono ancora farsi piccole, per non essere giudicate come minacciose. Spesso si chiede loro di scegliere tra la felicità in amore e la realizzazione personale. Il compito che ci attende è quello di immaginare una felicità amorosa che si basi sull’uguaglianza di un uomo e una donna. Questo si trova già nei romanzi e nei film, ma non è lo scenario dominante”.

Se c’è amore non c’è violenza
“Penso che sarebbe un errore porre il tema della violenza al di fuori dell’amore: perché, purtroppo, ne fa spesso parte”, insiste l’intellettuale ginevrina. “Tendiamo a pensare alla violenza come a una deviazione dalla norma. Al contrario, può anche essere intesa come un eccesso di norme, che ci permette di vedere i ruoli in cui ognuno tende a rinchiudersi. Il fatto che le donne siano così condizionate ad aspettare l’amore, ad aggrapparsi disperatamente ad esso non appena un uomo sembra incarnare le loro aspettative e speranze in questo campo, le rende molto fragili”. E anche se c’è una differenza fra le ragazze che diventano grandi oggi e quelle che sono cresciute negli anni 70 non si deve a suo avviso sottovalutare il peso di secoli. “C’è ancora una valorizzazione della violenza maschile nella seduzione e nell’erotismo”, argomenta Chollet. “Siamo nutriti di film e canzoni sul ragazzo sulfureo, pericoloso, cattivo, ma allo stesso tempo irresistibile. Credo che siamo ancora prigionieri di questa visione della seduzione maschile. C’è un legame tra virilità e violenza, sia che si tratti di violenza palese o nascosta. Cito Harrison Ford nel mio libro: interpreta sempre personaggi in cui la seduzione è legata alla nozione di pericolo, di minaccia. O Marlon Brando prima di lui. Non è sorprendente che non ne usciamo facilmente”.

“È nell’interesse di tutti cambiare”

“Se tutte le donne etero decidessero (se potessero permettersi di farlo) di uscire dalle storie in cui vengono fagocitate, in cui non sono felici, in cui vengono sfruttate e abusate, sarebbe la cosa più potente che potrebbero fare”, afferma la specialista. “Ci si aggrappa a qualcosa che inizia in modo bello e diventa sempre più triste e a volte sordido: la cosa migliore che puoi fare per fedeltà alla tua storia d’amore sarebbe quella di uscirne e accettare di rinunciarvi”, continua. “Mi piace questa idea della diserzione”. E gli uomini? “Penso che si abitueranno. È nell’interesse di tutti cambiare. Gli uomini dominano, questo dà loro dei privilegi. Ma il dominante non è felice. Penso che gli uomini intelligenti che amano le donne dovrebbero rendersi conto che è nel loro interesse cambiare. Anche in loro c’è un condizionamento molto profondo. È come cercare di sollevare un’incudine sotto la quale siamo stati tutti schiacciati per secoli”. Secondo Chollet tutte le battaglie femministe sono questioni estremamente difficili da portare avanti, a partire dal divario salariale e dalla divisione dei compiti domestici. “Ma visto dove siamo ora non abbiamo scelta: dobbiamo solo andare avanti, senza pretendere che sia facile, senza rivendicare la vittoria troppo in fretta. Penso che sarebbe un errore essere troppo fiduciosi in questo campo”, si dice convinta l’esperta. A suo dire reinventare l’amore significa darsi la forza di non accettare tutto.

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