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Cresce la pressione nel Regno Unito per un secondo lockdown
Redazione
6 anni fa

Crescono le pressioni di una parte significativa della comunità scientifica britannica sul governo di Boris Johnson per restrizioni ulteriori, fino a un possibile lockdown nazionale bis o quasi, in risposta a una seconda ondata di contagi da coronavirus (ieri sono stati registrati 367 morti, un record giornaliero da prima dell’estate). Il Guardian ha rilanciato l’appello di diversi accademici che invocano un nuovo confinamento generale del Paese di almeno un paio di settimane, per provare a spezzare la catena dei contatti e dei contagi. Ma anche il Daily Telegraph ha dato voce a quella parte di consiglieri scientifici del governo raccolti nel comitato Sage che chiedono come minimo un’estensione all’intera nazione dei limiti imposti nelle ultime settimane solo ad alcune aree dell’Inghilterra centro-settentrionale coinvolti dalla cosiddetta allerta 3 di una diffusione “molta alta” del virus: un semi lockdown di fatto, con solo le scuole e poco altro aperte, suggerito a quanto pare anche dal professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del primo ministro. Una portavoce di Downing Street si è oggi limitata a dire che il governo sta valutando i prossimi passi sulla base delle indicazioni commissionate a una varietà di esperti.

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