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Create in laboratorio le ossa artificiali
Redazione
18 anni fa
La notizia arriva dai bioingegneri del Georgia Institute of Technology di Atlanta (USA)

La notizia arriva dai bioingegneri del Georgia Institute of Technology di Atlanta (USA), i quali sono riusciti a produrre delle ossa artificiali. Per giungere alla scoperta si è partiti dall’elaborazione di cellule della pelle, queste infatti hanno la proprietà di legarsi a tendini, legamenti, e tessuti (tra cui le ossa naturali). Coordinatore del progetto è il Prof. Anders Garcia, del W. Woodruff School of Mechanical Engineering del Georgia Tech; il quale afferma che la sfida maggiore, nel campo della medicina rigenerativa, è riuscire a integrare in modo perfetto organi, tessuti e ossa. E ora, grazie a questa ricerca, è possibile avvicinarsi sempre più a questa integrazione. La sperimentazione delle ossa artificiali è già stata eseguita, con risultati più che soddisfacenti; infatti, queste sono state osservate in vivo per diverse settimane. Ora i ricercatori vogliono impiantare queste ossa in un essere vivente al fine di constatarne la reale efficacia, naturalmente il periodo di osservazione sarà prolungato. Grazie a questa ricerca, il team del Prof. Garcia è ora convinto, modificando altre cellule di altri tessuti umani, di poter riprodurre artificialmente anche legamenti e tessuti muscolari. Questo progetto potrebbe essere considerato uno sviluppo delle ricerche statunitensi, iniziate nel 2005, sulle cellule staminali. Ricordiamo infatti che i ricercatori volevano tramutare tali cellule in cellule lipidiche, muscolari e ossee, senza però aver riscontrato risultati positivi. E il preside della facoltà di Medicina di Firenze e presidente della Società Italiana di Anatomia e Istologia Giovanni Orlandini dichiara: “Un momento importante che mette la parola fine al rischio di rigetto e regala una speranza concreta a tutti coloro che, per colpa di un osteosarcoma o di un incidente, hanno perso un arto.” E se, a detta del Dr. Orlandini, finora il rischio di rigetto presentato da protesi in resina o in metallo è sempre stato elevato, ora la medicina riparatrice sta andando verso una nuova era. Ma è lo stesso Orlandini a mettere il mondo scientifico in guardia da abusi e manipolazioni e, al riguardo, dice: “Non dimentichiamo che questo tipo di medicina può anche rivelarsi pericolosa. L’utilizzo dei raggi X ha portato, ad esempio, al proliferare di dermatiti e tumori e non è escluso che una terapia di questo tipo possa eliminare un problema e provocarne un altro. E’ ancora tutto in fase di sperimentazione.”

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