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Scienza
Cornea artificiale restituisce la vista a 14 persone
Immagine Shutterstock
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L’impianto, sviluppato da ricercatori svedesi e costituito da proteine di collagene derivanti dalla pelle di maiale, ha permesso di restituire la vista a 14 persone, la maggior parte delle quali era cieca prima di essere sottoposta all’intervento.

La cornea artificiale creata dai ricercatori svedesi della Linköping University e della LinkoCare Life Sciences AB costituisce un’alternativa al trapianto di cornee umane, le quali mancano nei paesi dove la richiesta è maggiore. Lo rende noto l’università in un comunicato.

Le caratteristiche dell’impianto e i suoi vantaggi

Come si legge nello studio, pubblicato sulla rivista “nature biotechnology”, la cornea artificiale ideata dai ricercatori è costituita principalmente da proteine di collagene derivate dalla pelle di maiale, le quali sono state altamente purificate. Le molecole di collagene sciolte sono state in seguito stabilizzate, arrivando a formare un materiale robusto e trasparente capace di resistere alla manipolazione e all'impianto nell'occhio. Come spiega Neil Lagali, uno degli autori dello studio, la cornea artificiale “può essere prodotta in serie e conservata fino a due anni, raggiungendo così un numero ancora maggiore di persone con problemi di vista”, al contrario di quelle umane. Inoltre, la pelle di maiale utilizzata per l’impianto è un sottoprodotto dell'industria alimentare, facile da reperire e conveniente dal punto di vista economico.

Un’innovazione “ampiamente disponibile e accessibile a tutti”

Attualmente si stima che 12,7 milioni di persone nel mondo soffrano di cecità a causa di danni o malattie alla cornea, lo strato trasparente più esterno dell'occhio. L'unico modo per riacquistare la vista è quello di ricevere un trapianto di cornea da un donatore umano. Tuttavia, solamente un paziente su 70 ne riceve uno. La maggior parte di coloro che necessitano di un trapianto di cornea vive inoltre in Paesi a basso e medio reddito, dove l'accesso ai trattamenti è molto limitato. Per questo motivo, i ricercatori hanno fatto degli sforzi notevoli in modo da garantire che l’invenzione sia “ampiamente disponibile e accessibile a tutti e non solo ai ricchi”, come afferma Mehrdad Rafat, uno dei ricercatori.

Le sfide future

Tuttavia, prima che l'impianto possa essere utilizzato in ambito sanitario, è necessario uno studio clinico più ampio e un'approvazione da parte delle autorità di regolamentazione. I ricercatori vogliono inoltre studiare se la tecnologia possa essere utilizzata per trattare altre malattie oculari e se è possibile adattare l'impianto all'individuo per ottenere un'efficacia superiore.

 

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