
In molti Cantoni questa settimana le scuole hanno riaperto i battenti. Tra questi Appenzello Interno, Grigioni, Giura, Neuchâtel e Zurigo. Le scuole, ancora per poche settimene, restano chiuse in Ticino, Ginevra, Friburgo e Canton Vaud. Proprio in vista della riapertura delle scuole e dopo alcuni casi positivi in varie sedi della Svizzera interna, il pediatra Paolo Peduzzi è intervenuto in diretta durante il TgEstate di Teleticino.
È in arrivo l’autunno e spesso coincide con l’arrivo dell’influenza stagionale, è preccoupato?
“Non lo sono più di quel tanto come mi sembra anche che non lo sia la popolazione. Mi sembra di poter notare una certa forma di ottimismo che non vuol dire sottovalutare la situazione ma riuscire a relativizzare le paure”.
Ottimismo dato dal fatto che la malattia si conosce un po’ meglio.
“Sì, oggi arrivano anche risposte positive dal mondo medico. La Cina ha pubblicato degli studi in cui viene detto che si può intervenire in diverse fasi della malattia con medicamenti mirati ed efficaci e alla fine essere d’aiuto in maniera più precisa e migliore, siamo capaci - come mondo medico - di reagire e di aiutare la popolazione molto meglio di quanto sia stato fatto in marzo”.
C’è una notizia negativa legata ai bambini. In Italia una bimba di 5 anni è risultata positiva ed è intubata in terapia intensiva.
“Come genitore sarei preoccupato, come pediatra anche. Ma non possiamo legarci al caso esclusivo della bambina che ha avuto questo decorso particolare. Abbiamo dati che le nostre autorità mediche ci riferiscono regolarmente e che ci tranquillizzano. Il numero dei casi e il numero di decessi è un’altra proporzione rispetto a quello che abbiamo vissuto in Ticino nei mesi scorsi”.
Arriva l’autunno e arriva anche la stagione in cui ci sono una serie di malattie. Lei consiglia ai genitori di vaccinare i bambini contro l’influenza stagionale?
“È dimostrato che coloro che hanno vaccinato regolarmente hanno risposta al vaccino molto più forte ed efficace per le persone sane. Io l’ho consigliato ai miei pazienti con problemi e ora lo consiglierei con una certa generosità a tutti”.
Come dobbiamo comportarci? A volte ci infiliamo in ragionamenti che ci portano verso situazioni di non risposta. Se una classe dovesse finire in quarantena cosa bisogna fare?
“Bisogna seguire le direttive. Ci sono dei dati o degli atteggiamenti che ci sembrano pochi logici. Se si convive con qualcuno che ha un tampone positivo ci sono determinate conseguenze. La faccenda cambia se si è genitore di uno dei bambini finiti in quarantena perché un compagno è risultato positivo. In ogni caso, qualsiasi misura è volta sempre a protezione del gruppo”.
Per quanto riguarda i sintomi classici legati alla stagione. Ci sono quei piccoli malanni tipici che cozzano però con i sintomi del Covid-19. Ora è logico che in queste condizioni potrebbe arrivare a conclusioni affrettate. Bisogna correre del pediatra?
“Io alle famiglie dico sempre di fidarsi delle impressioni. Al di là di questo direi che se per mesi abbiamo detto di escludersi dalla società se si hanno determinati sintomi ora grazie alle conoscenze mediche ci sono alcune avvisaglie facilmente riconoscibili per far sì che ci sia un intervento medico più celere. Ora va relativizzato”.
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