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Conquistare la felicità
Redazione
16 anni fa
Due ricerche ci mostrano ampiamente cosa concorre al raggiungimento della felicità e come cercare di ottenerla

E’ il ‘Financial Times’ ad aver commissionato e pubblicato una ricerca atta a svelare i meccanismi alla base della felicità e di come raggiungerla. La ricerca non prende in considerazione solo aspetti legati alla biologia, ma anche legati all’economia. Per la ricerca in questione, gli scienziati si sono concentrati sull’impatto che determinati eventi della vita hanno sui livelli di felicità e di serenità delle persone. I ricercatori sono così giunti alla conclusione che a dare un maggiore beneficio è sicuramente una buona salute, la quale equivarrebbe, in termini monetari, a circa 1 milione e mezzo di euro. Dall’altra parte della medaglia vi sarebbero invece gli effetti dovuti ad un divorzio, il cui valore è stato quantificato a circa 350 mila euro; o alla morte di un figlio che, paradossalmente, avrebbe un valore di circa 160 mila euro. Ma cosa centra il denaro con la felicità? Secondo i coordinatori dello studio, Nick Powdthavee e Carl Wilkinson, il denaro non garantisce che piccole soddisfazioni. In pratica, il denaro, contribuirebbe alla felicità del singolo solo nel caso in cui possa garantire una condizione sociale migliore. Ma se consideriamo che un ipotetico aumento di stipendio equivale a 0,0007 punti felicità mentre il frequentare i propri amici equivale a 0,161 punti felicità, ci possiamo rendere conto quanto, in realtà, il denaro contribuisca in maniera ben miserevole alla nostra felicità rispetto quelli che sono dei sani rapporti sociali. E tutto sommato, uno dei fattori che più contribuiscono all’infelicità dell’individuo è la perdita del lavoro. Lo studio, in questo caso, evidenzierebbe la veridicità dell’antico detto ‘mal comune mezzo gaudio’. Basti pensare che l’infelicità provocata dalla perdita del lavoro, viene lenita se confrontata con la disoccupazione di conoscenti e amici. Lo stesso dicasi per il peso. Nel caso ci sentissimo sovrappeso e fossimo confrontati con amici e conoscenti che non lo sono, ecco che la nostra frustrazione aumenta; ma se frequentassimo persone aventi qualche chilo in più, ecco che finiamo col consolarci se non addirittura ignorare il problema alla radice. Grande risalto, e come non potrebbe essere, alla vita privata, la quale svolge un ruolo fondamentale nel meccanismo della felicità. La felicità è contagiosa: stando ad un secondo studio pubblicato su ‘British Medical Journal’, vi sarebbe la certezza matematica che la felicità, al pari di un virus, è contagiosa. In pratica, siamo felici se ci circondiamo di persone gioiose e serene. Più siamo vicini ad una persona felice, e più, molto probabilmente, saremo felici anche noi. Questa l’equazione teorizzata da Nicholas Christakis, della Medical School di Harvard, e da James Fowler, sociologo dell’Università della California di San Diego. I calcoli: i due scienziati hanno calcolato che il nostro grado di felicità aumenta del 42% se si vive a meno di 1 Km di distanza da un amico fedele. Percentuale che scende al 22% nel caso in cui la lontananza venga portata a 3 Km. Naturalmente trattasi di teorie, in quanto nella realtà è tutto meno scontato e schematico. Ma le percentuali sopra teorizzate possono certamente farci capire molte cose. Inoltre, per giungere a tale formula numerica, gli scienziati hanno esaminato il grado di felicità di oltre 5'000 persone tra i 21 ed i 70 anni. Ad ogni persona è stato assegnato un puntino colorato e la distanza fisica che le separava veniva rappresentata attraverso delle linee. La congiunzione tra i puntini e le linee ha reso possibile la creazione di quello che potremmo definire il ‘diagramma della felicità’. La ricerca non ha omesso nemmeno quei parametri discriminanti quali il contesto sociale dei vari individui, le relazioni di parentela ed i rapporti di amicizia e di lavoro. Tutti questi fattori hanno portato alla considerazione che il contagio da felicità avviene tra pe

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