
Una 19enne sangallese ha definito un uomo su Facebook "idiota" (Seckel) e "poveraccio" (truurige Mensch): il giudice unico del tribunale distrettuale di San Gallo la ha condannata oggi ad una pena pecuniaria con la condizionale. Per gli esperti del settore questa sentenza sugli insulti online crea un precedente.Tutto è sorto da una controversia sul centro culturale KuGl (Kultur am Gleis): un abitante della zona si è opposto per vie legali - con successo - alle feste che duravano tutta la notte. Ed è proprio sul gruppo di Facebook contro la chiusura del KuGl che si sono registrati gli insulti all'uomo.Tre persone sono state identificate e condannate nel dicembre 2010 a una pena pecuniaria sospesa condizionalmente e ad una multa. Due hanno accettato la condanna, mentre la 19enne ha fatto ricorso. Il giudice ha però confermato la condanna a sette aliquote giornaliere di 30 franchi, rinunciando comunque alla multa di 100 franchi. Nella motivazione si parla di insulti "spaventosi" presenti sul sito, tanto da arrivare ad una sorta di "accanimento virtuale". A detta del giudice, "non si era lontani da un reale pericolo per la vittima". La 19enne si è difesa dicendo di aver lasciato il commento "senza pensare" e di non ritenere quelle frasi insulti. Inoltre, non ha mai voluto minacciare nessuno. Il suo avvocato ha chiesto che l'imputata fosse assolta, considerando che si è anche scusata per iscritto con la vittima. La ragazza dovrà pagare anche 1'250 franchi legati ai costi del procedimento.ATS
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