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Computer più rapidi grazie agli eccitoni
Redazione
17 anni fa
Dai laboratori dell'Università di San Diego potrebbe nascere la vera rivoluzione in termini di computer

Nuovo prodigio tecnologico per la fisica applicata all'information technology. Dalla nascita dei computer ad oggi, la tecnologia si è evoluta ad una velocità che lascerebbe sbalordito persino Jules Verne.Pensate solo ai primi processori e date un'occhiata a quelli odierni, ed ecco che ci possiamo rendere conto dei grandi progressi ottenuti dagli scienziati di tutto il mondo. Se i primi circuiti erano pressoché enormi, oggi possiamo constatare come la nanotecnologia porti tutto al rimpicciolimento.Non solo, si è potuta constatare anche un'evoluzione in termini di materiali; entro breve tempo si potranno addirittura sostituire i componenti in silicio con nuovi e migliori materiali. In questo caso scopriamo che il materiale maggiormente promettente è l'afnio.Insomma, il progresso tecnologico sembra non conoscere ostacoli di sorta. Ed ecco che dai laboratori dell'Università di San Diego potrebbe nascere la vera rivoluzione in termini di computer. Un cambiamento che sarebbe addirittura epocale. Scopriamo così che gli scienziati di San Diego stanno cercando di sviluppare un sistema di trasmissione basato sugli eccitoni. Insomma, gli elettroni appartengono ormai alla storia.Ma non possiamo parlare di eccitoni senza aprire una parentesi atta a spiegare cosa sono: questi rientrano nell'ordine delle quasi-particelle. In pratica sono l'insieme di una particella e della nuvola che la circonda. Nello specifico della ricerca di cui sopra, parliamo degli elettroni della particella avvolti da una "lacuna" avente carica positiva.Vediamo ora quali vantaggi avrebbe l'eccitonica applicata all'elettronica: maggiore velocità di trasmissione e dimensioni ancora più ridotte delle componenti attuali. Vi è inoltre il fatto che gli eccitoni si autogenerano grazie al passaggio di luce; generando luce a loro volta nel momento del loro decadimento. Ciò permette di evitare un passaggio rispetto gli attuali circuiti elettronici, ovvero la conversione degli elettroni in luce. Ed ecco che già solo questo passaggio in meno, velocizza di molto i processi interni del computer stesso (in pratica si risparmia spazio nei transistor stessi e si evitano vari processi di calcolo).Purtroppo il miracolo è un miracolo solo a metà. Come per ogni tecnologia in fase di sviluppo, ecco giungere i primi problemi. In questo caso il problema è la temperatura necessaria al funzionamento degli eccitoni; questi fino ad oggi sono stati utilizzati ad una temperatura di 1,5 gradi Kelvin (l'equivalente di -272 gradi centigradi), una temperatura raggiungibile solo tramite determinate apparecchiature reperibili solo nei laboratori. Pensate che nemmeno lo spazio profondo raggiunge una simile temperatura.Attualmente il team di San Diego è riuscito a sviluppare dei circuiti che funzionano ad una temperatura di -148 gradi; per ottenere questo risultato si sono serviti di una sostanza facilmente reperibile e dai costi relativamente bassi (circa il prezzo della benzina), l'azoto liquido.La sperimentazione ha già trovato spazio tra le pagine della rivista "Nature Photonics"; ma risulta chiaro che è ancora agli inizi. Come sostiene uno dei ricercatori, il Dr. Leonid Butov, la nuova tecnologia è ben lontana dall'essere commercializzata. Lo scopo ultimo degli scienziati californiani è quello di sviluppare dispositivi ad eccitoni capaci di funzionare a temperatura ambiente; ma per consentire ciò, la ricerca deve proseguire.

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