
I genitori dovrebbero fissare delle regole per limitare l'uso dei computer da parte dei loro figli: è questo il principale suggerimento che Anna Oliviero Ferraris, docente di psicologia dell'età evolutiva all'Università La Sapienza di Roma, dopo che un 16enne genovese è stato ricoverato in psichiatria per curare una “grave anomalia comportamentale” legata all'utilizzo del computer."Bisogna dire ai figli che il computer si usa a tal ora, e in ogni caso non più di un certo tempo - spiega Ferraris - del resto lo stesso Bill Gates lo ha fatto con i figli quando si era accorto che stavano passando troppo tempo davanti al Pc".Secondo la psicologa, la dipendenza dal computer dei ragazzi si manifesta con aggressività quando si tenta di interrompere la loro attività, e con la mancata partecipazione ad esempio ad attività come pranzi o cene. Ma perché alcuni ragazzi arrivano a vivere una 'simbiosi' con il Pc tanto, come nel caso specifico, da dover richiedere l'intervento della polizia per staccarli dal computer?"Per molti il computer è una vera e propria droga - afferma Ferraris - in cui si rifugiano perché ad esempio hanno problemi di relazione con i loro compagni. E' il caso di chi non solo cerca nuovi amici sulla rete, ma partecipa a giochi di ruolo che li assorbono talmente tanto da voler rimanere svegli tutta la notte perché l'allontanamento dal Pc, in questi giochi, comporta la perdita di punti".Il fenomeno, ha ricordato Ferraris, è molto diffuso in Giappone, dove è stato anche battezzato con il nome 'Hikikomori', una sindrome che colpisce centinaia di migliaia di ragazzi tra i 15 ed i 30 anni, che lavorano a casa al computer muniti di ogni tecnologia, "perdendo ogni familiarità con i contatti umani".Ai ragazzi la psicologa dà il consiglio di "restare sempre in guardia, la tecnologia è una cosa utilissima ma può assorbire molto e non può far perdere il contatto con la realtà".Tiscali notizie
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