
La ricerca di un piacere artificiale, fittizio ed effimero. Questo costituiscono le droghe. Idilliaco inganno per chi ne fa utilizzo. Ma quale miracolo si cela dietro l’ancestrale cannabis, l’inebriante alcool, la loquace cocaina, l’instancabile anfetamina o di Morfeo gli allucinogeni? Miracolo per chi vive queste situazioni, ma gli stessi all’esterno altro non sono visti che come persone dallo sguardo vuoto. Vuotezza dovuta all’inganno stesso delle così dette droghe. Sostanze alienanti capaci solo di confondere i meccanismi del cervello atti a regolarne il funzionamento. Sostanze il cui unico piacere risiede nell’alterare la percezione della realtà. Ma cosa sono queste sostanze psicoattive? Alla domanda diamo la definizione dell’OMS: le sostanze psicoattive sono tutte quelle atte, una volta assunte, a modificare l’equilibrio psicofisico, l’umore e le attività mentali di un individuo. E per tutte le droghe, il “miracolo” è sempre il medesimo; e tutte le droghe vengono generate sostanzialmente da cinque sostanze naturali di base: alcool, cocaina, morfina/eroina, cannabis e nicotina. Come ha spiegato il Prof. Gian Luigi Gessa, neuro-psico-farmacologo e professore al Dipartimento di neuroscienze dell’Università di Cagliari, a “Focus.it”, tutte le droghe di sintesi, o droghe d’autore, altro non fanno che imitare gli effetti delle cinque sostanze primarie sopra elencate. Un esempio pratico? Le benzodiazepine, sostanze utilizzate in determinati farmaci ansiolitici. Queste sostanze procurano al cervello la stessa sensazione riconducibile all’alcool, senza però provocare i danni al fegato dovuti al suo abuso. Ad ogni modo: per quanto possiamo venire a conoscenza dei rischi a cui ci potrebbero portare le droghe, le stesse risultano quasi irrinunciabili. Questo è dovuto soprattutto al loro agire sul nostro meccanismo del piacere. Un meccanismo complesso, ma indispensabile se pensiamo che esso regola attività quali il cibarsi o il sesso. E dunque, spiega ancora Gessa, ecco che per alcuni il piacere diventa dapprima ricerca primaria, per poi tramutarsi in vera e propria ossessione. E se la ricerca del piacere in sé non costituisce un male, dal momento in cui la medesima diviene ossessione risulta pressoché insalubre. Il problema principale delle droghe resta sempre l’inganno di queste nei confronti del meccanismo che controlla il nostro piacere. Tutti sappiamo che se abbiamo un piatto favorito e mangiamo lo stesso in continuazione, prima o poi finisce col non soddisfarci più. Ma ciò non accade con le droghe. Una volta terminato il piacere provocatoci, ad esempio, da una sigaretta, ci basta accenderne un’altra per riappropriarci del paradiso perduto. Ed ecco che se l’ossessione costituisce una seconda fase, ci ritroviamo subito nella terza fase, la dipendenza. Quattro sono i punti da considerare per sintetizzare il funzionamento delle sostanze psicoattive: 1. le droghe sostituiscono le naturali sostanze prodotte dal nostro organismo all’interno del cervello; 2. questa sostituzione compromette il funzionamento stesso del nostro cervello creando scorciatoie atte a darci sensazioni illusorie di piacere; 3. per quanto riguarda il comportamento, l’ottenimento della droga diviene obiettivo primario a discapito di altre cose più importanti; 4. a lungo andare il cervello viene sempre più alterato ed alla fine anche il corpo accusa il colpo.
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