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Cinema in Tasca 2010
Redazione
16 anni fa
Mercoledì 31 marzo doppio appuntamento con: "Nel paese delle creature selvagge" e "District 9"

Mercoledì 31 marzo – DOPPIO APPUNTAMENTO!ore 18:30Nel paese delle creature selvaggedi Spike Jonze (USA 2009)Fantasy – 100’con Max Records, Catherine Keener , Mark Ruffalo, Lauren Ambrose, Chris Cooperore 20:30District 9di Neill Blomkamp (USA 2009)Fantascienza – 112’con Sharlto Copley, Nathalie Boltt, Jason CopeNel paese delle creature selvaggeUn bambino cattivello, chiamato Max, solo e arrabbiato nella sua camera da letto, si ritrova su un’isola abitata da una strana compagnia di mostruose ed enormi creature che lo eleggono a loro re e lo seguono in tutte le sue volontà. Fino a quando Max, annoiato da tante corse ma senza veri amici, riprende il mare per tornare a casa dalla mamma.Mettere in immagini cinematografiche il sogno cristallizzato di un bambino che si crea un altro mondo per dare sfogo alla sua natura irrequieta non è certo facile. Jonze ci riesce, anche se il film è assai ondivago, con momenti di grande emozione e altri di strana osservazione, come se si sospendesse ulteriormente e per un attimo su quel mondo selvatico di mostri mostruosi. Nel paese delle creature selvagge è inafferrabile, per certi versi. È un film per grandi, ma non per tutti i grandi. Forse per quelli ancora che hanno mantenuto un cenno delle loro represse paure e fantasie.Dario Zonta, L'Unità, 30 ottobre 2009District 9In un futuro prossimo a Johannesburg la popolazione umana è infastidita da un campo di alieni, che è stato costruito qualche anno prima. Il tentativo è creare un ghetto ancora più emarginato e lontano, spostandoli sempre di più verso il deserto.La fantascienza per raccontare il nostro presenteNon c’è dubbio: in un anno in cui i film d’azione hanno spesso deluso, District 9 spicca come il miglior blockbuster, premiato da ottime critiche e da esilaranti incassi. Il film nasce dall’idea di un giovane regista pubblicitario sudafricano che grazie all’interessamento del potente Peter Jackson (regista pluripremiato della trilogia "Il signore degli anelli"), confeziona un’opera sorprendente.Mostruosi alieni-gamberoni giganti vivono da trent’anni sulla Terra: sono arrivati con la loro astronave a Johannesburg e da lì non si sono più mossi. Non sembrano cattivi, non hanno come unica mira conquistare il Pianeta Terra, sono talmente sorpresi da essere stati facilmente “arginati” dagli uomini, che mentre cercano di capire come funzionano le loro armi micidiali, li hanno raccolti in una sorta di ghetto. Nonostante l’isolamento, la loro presenza “diversa” crea troppo disturbo nei traffici della città e si decide di trasferire in massa l’accampamento. Inutile sottolineare il discorso metaforico sotteso a questo film di fantascienza che vuole raccontare molto della società contemporanea: gli alieni nel ghetto riguardano solo apparentemente i problemi dell’Apartheid o degli immigrati; in maniera più sottile e potente sono la trasfigurazione dell’uomo occidentale, sopraffatto dalle sue potenzialità tecnologiche, stordito dalle droghe leggere e poco attento al suo destino. Con la giusta dose d’ironia, il film ci immerge in uno scenario squallido volutamente raccontato con i toni del reportage televisivo, forma audiovisiva che manca della distanza in cui si matura la riflessione. E l’anchorman è un giovane burocrate, senza qualità e privo di umorismo, incaricato di una missione al di là delle sue capacità: sarà l’unico umano ad incontrare “l’altro” in una raccapricciante mutazione.Daniela PersicoProssimo appuntamento:mercoledì 14 aprile con "Baarìa" (Italia 2009) di Giuseppe Tornatore, ore 18:15 e 21

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