“Platzspitzbaby” è il film svizzero dell’anno
Il lungometraggio del cineasta friburghese Pierre Monnard è stato selezionato dall’Associazione svizzera dei giornalisti cinematografici per il 2020
di Keystone-ats-ls
“Platzspitzbaby” è il film svizzero dell’anno

Il lungometraggio “Platzspitzbaby” del cineasta friburghese Pierre Monnard è stato eletto miglior film svizzero del 2020 dall’Associazione svizzera dei giornalisti cinematografici (ASGC). Al secondo posto si è classificata la pellicola “Mare” di Andrea Staka e al terzo “Petite soeur” dei Stéphanie Chuat e Véronique Reymond.

L’anno pandemico non ferma il cinema svizzero
A causa della pandemia il 2020 è stato un anno estremamente difficile per il cinema. Tuttavia numerosi film svizzeri (55 lungometraggi e documentari) sono usciti nelle sale, tra i quali i 170 membri dell’ASGC hanno fatto la loro scelta, si legge in una nota odierna. “Platzspitzbaby” di Pierre Monnard ha riunito circa 330’000 spettatori in tutta la Svizzera. Nelle sale svizzero-tedesche, dove è stato lanciato il 16 gennaio 2020, il successo è stato fulmineo (306’174 persone hanno visto la pellicola). Nella Svizzera romanda, la versione doppiata in francese ha riunito dal 19 agosto 23’321 spettatori, mentre nella Svizzera italiana, dal 23 gennaio, 610 persone hanno assistito alla visione del film nelle sale cinematrografiche.

Premio cinema svizzero 2021: tutti nominati
“Platzspitzbaby”, è una produzione di C-Films, con sede a Zurigo, ed è tratto dal libro autobiografico di Michelle Halbheer. Il film racconta l’amore di una ragazza per la madre tossicodipendente a Zurigo nel 1995 e la sua lotta per stare con lei. La giovane si inventa un mondo immaginario per fuggire dalla dipendenza della madre. Il budget era di 3,1 milioni di franchi. Al secondo posto dei migliori film svizzeri del 2020 si è piazzato “Mare” della regista Andrea Staka. La pellicola racconta la storia di una madre di famiglia che vive accanto a un aeroporto senza mai aver preso l’aereo.

Al terzo posto si è classificata il film “Petite soeur”. Questo lungometraggio delle registe losannesi Stéphanie Chuat e Véronique Reymond si concentra su Lisa, una drammaturga che ha smesso di scrivere e che cerca di far tornare sul palcoscenico il fratello gemello, un famoso attore gravemente malato. Questi tre film sono pure nominati per il Premio del cinema svizzero 2021: “Petite soeur” si è aggiudicata sei nomination, “Platzspitzbaby” cinque e “Mare” tre. Dal canto suo, il premio dell’ASGC sarà consegnato al regista Pierre Monnard nel corso di quest’anno.

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