Cerca e trova immobili
Magazine
CHEOPS è stato lanciato questa mattina
CHEOPS è stato lanciato questa mattina
CHEOPS è stato lanciato questa mattina
Redazione
7 anni fa
Il satellite, sviluppato sotto la guida dell'università di Berna, è partito alle 9.54 dalla piattaforma di Kourou

Il telescopio spaziale CHEOPS si è separato dal razzo alle 12.19 ed è ora in orbita. Lanciato questa mattina alle 9.54, il satellite graviterà attorno alla Terra a un'altitudine di 700 chilometri. I primi dati sono attesi per l'inizio del 2020, anche se nelle prossime settimane inizieranno i test al sistema.

Il telescopio, sviluppato sotto la guida dell'università di Berna e in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea (ESA), è stato lanciato in orbita questa mattina - alle 5.54 ora locale - dalla piattaforma di Kourou, nella Guyana francese. Le due manovre necessarie per il rilascio del satellite sono avvenute con successo e sono state accolte, dopo circa due ore e 25 minuti di viaggio e attesa, da un applauso da parte del team.

Poco prima delle 13.00, il centro di controllo ha ricevuto anche un segnale di trasmissione da parte di CHEOPS, a confermare la buona riuscita dell'operazione.

Previsto inizialmente per ieri alla stessa ora, il lancio è stato interrotto un'ora e dieci minuti prima del decollo a causa di un problema di software all'ultimo piano del razzo. L'elemento è stato sostituito nel corso della giornata di ieri, ha comunicato in serata Arianespace, la società che gestisce i lanci.

CHEOPS (abbreviazione di CHaracterising ExOPlanets Satellite) è il primo progetto diretto dalla Svizzera e dall'ESA ed ha come obiettivo di studiare gli esopianeti, ovvero quelli che non appartengono al Sistema solare. Si compone di un telescopio spaziale, elaborato e assemblato dall'università di Berna in collaborazione con quella di Ginevra, e di un satellite piattaforma il cui compito è di trasportare il telescopio, permettendogli di funzionare nello spazio.

Il lanciatore dell'ESA, oltre a CHEOPS, sta portando in orbita anche il primo satellite della seconda costellazione del programma per l'osservazione della Terra Cosmo SkyMed, il piccolo Ops-Sat, che contiene il più potente computer mai andato in orbita e progettato per sperimentare software.

A bordo della Soyuz anche due costellazioni di mini-satelliti del Centro per la ricerca francese (Cnes) Eye-Sat, progettata da studenti per ricerche in astronomia e il dimostratore tecnologico Angels (Argos Neo on a Generic Economical and Light Satellite).

Il lancio e la separazione del telescopio dal razzo sono stati seguiti attraverso immagini proiettate all'università di Berna. Circa un centinaio di persone si sono radunate per seguire l'evento sin da questa mattina e per stappare la bottiglia poco dopo le 12.20.

La missione

La missione servirà a misurare le minuscole variazioni di luminosità che si manifestano quando un pianeta passa davanti alla sua stella. Queste alterazioni sono proporzionali alla dimensione del corpo celeste e dalla loro grandezza si può dunque calcolare quella del pianeta.

Sinora sono stati individuati circa 4000 esopianeti - che orbitano attorno a una stella diversa dal Sole - ma potrebbero essere 100 miliardi. Il primo, 51 pegasi b, è stato scoperto 24 anni fa dai due Premi nobel per la fisica Michel Mayor e Didier Queloz, che proprio per questo hanno ricevuto quest'anno l'ambito riconoscimento. Lo scienziato ginevrino si è detto soddisfatto dell'operazione odierna.

L'obiettivo non è di scoprire nuovi esopianeti, ma piuttosto di analizzare quelli già identificati: ciò potrebbe essere un passo in avanti per avere risposte in merito a forme di vita extraterrestri, ma anche delle origini della Terra.

Il telescopio metterà nel suo mirino stelle intorno alle quali orbitano pianeti di taglie che vanno da quella della Terra a quella di Nettuno. I dati ottenuti, combinati a quelli già disponibili come la massa, permetteranno di determinare la densità dei corpi celesti e quindi di classificarli come gassosi o rocciosi.

Gli scienziati riceveranno preziose informazioni sulla composizione e la struttura degli esopianeti, per esempio sull'eventuale presenza di oceani d'acqua. Una tappa importante per determinare la probabilità che siano abitabili.

Al temine di un lavoro di preparazione durato sei anni, lo scorso luglio CHEOPS ha superato con successo l'ultimo test presso il sito di Madrid del costruttore Airbus.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata